Giustizia, via all'astensione degli avvocati: saltano le udienze nel tribunale di Savona - IVG.it

Giustizia, via all’astensione degli avvocati: saltano le udienze nel tribunale di Savona

Tribunale

Savona. Anche nel tribunale di Savona è iniziata questa mattina l’astensione dalle udienze (penali, civili, tributarie e amministrative) degli avvocati che durerà fino al 16 luglio. A causa dello stato di agitazione, deliberato dall’Organismo unitario dell’avvocatura Italiana (Oua) e al quale ha aderito anche l’Ordine dei legali di Savona, tutti i processi penali previsti oggi, ad eccezione di una direttissima, sono stati rinviati. Un copione che si ripeterà a Palazzo di Giustizia anche nei prossimi giorni.

L’astensione dalle udienze è scattata per protestare contro il decreto legge del Governo cosiddetto “del fare”, che riguarda appunto gli interventi in tema di giustizia. Gli avvocati, nel chiedere l’apertura di un tavolo di confronto spiegano: “La richiesta è che vengano recepite le proposte dell’avvocatura e inserite in un maxi-emendamento nell’iter di conversione della legge. L’Oua denuncia come il Governo abbia rinnovato la ‘prassi’ di utilizzare illegittimamente lo strumento del decreto legge, tra l’altro differendo, per alcune norme, la efficacia a ’30 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di conversione’, così dimostrando l’assenza dei presupposti dell’urgenza e necessità”.

“L’adozione del decreto-legge – si sottolinea nel deliberato – in assenza dei presupposti di necessità e urgenza, determina l’illegittimità costituzionale, oltre che del decreto legge stesso, anche dell’eventuale legge di conversione e degli eventuali emendamenti rispetto al testo del d.l. In linea quindi con le mozioni Congressuali deliberate a Bari contrarie alla obbligatorietà della media conciliazione chiede al Governo di stralciare i capi relativi alla mediazione e al processo civile e invita il Parlamento, il Governo e le Commissioni Giustizia del Senato e della Camera a fissare un incontro o una convocazione immediata per esaminare le proposte dell’Avvocatura su tutti questi temi e con particolare riferimento alle norme contenute nel D.L. del ‘fare’ e della mediazione, rammentando che l’Avvocatura ha avanzato, da tempo, proposte alternative relative alla introduzione del procedimento di negoziazione assistita da un avvocato, nonché l’introduzione di ‘camere arbitrali’ presso i COA, come efficace e qualificata giurisdizione alternativa di primo grado, capace di assorbire la domanda giudiziale nel rispetto delle regole di diritto e di incidere sull’arretrato”.

E ancora: “Si auspica, quindi, una nuova politica complessiva sulla giustizia, anche per quanto riguarda il penale, con la depenalizzazione di alcuni reati, riformando diverse leggi criminogene (Bossi-Fini e sulle droghe), intervenendo sulla situazione delle carceri e quindi, prevedendo, per esempio, l’amnistia e l’utilizzo di
misure alternative alla detenzione (ecc), nonché il ricorso all’utilizzo dei molti magistrati ora fuori ruolo per ridurre i tempi dei processi. Si invita, inoltre, la magistratura ad esprimere un messaggio forte su questi punti, in virtù del Patto per la Giustizia sottoscritto qualche anno fa con l’avvocatura. Per l’Oua servono interventi complessivi e condivisi nel penale e nel civile, sull’ordinamento giudiziario, non con decreti legge con evidenti profili di incostituzionalità, ma investendo del suo ruolo il Parlamento e previa consultazione con l’avvocatura” conclude il manifesto dell’Oua.

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