Divieto d'accesso alla Baia dei Saraceni: ecco come la spiaggetta da sogno è stata occupata da "pochi privati" - IVG.it
Cronaca

Divieto d’accesso alla Baia dei Saraceni: ecco come la spiaggetta da sogno è stata occupata da “pochi privati”

Varigotti. La recinzione non può impedire l’accesso alla spiaggia pubblica. Questo il parere dell’Ufficio Aree Demaniali e Marittime della Regione Liguria sulla grata posta per schermare l’ingresso alla spiaggetta nella Baia dei Saraceni. “Intervento provvisorio e precauzionale in attesa della messa in sicurezza della scogliera” recita il cartello con il divieto d’accesso, attualmente presente. Ma dall’altra parte ci sono sdraio, ombrelloni e bagnanti “elitari” che prendono il sole e che ora sono al centro delle invettive degli altri, degli “esclusi”.

Il Comune di Finale Ligure si è già impegnato a far rimuovere la recinzione e ora se ne sta occupando la polizia municipale. In ogni caso il transito pubblico non può essere impedito perché la spiaggia non è in concessione.

C’era l’impegno dei proprietari di alcuni caseggiati a ritrutturare il passaggio che porta all’arenile e a mettere una ringhiera. Ma sinora non si è visto alcun intervento. Piuttosto ci sono sdraio e persone in costume esposte al sole. E il cartello “no entry”. Il tutto in una delle aree sul mare più suggestive della Liguria e d’Italia.

L’idea della recinzione nasce da un problema di sicurezza legato a qualche ragazzo che si tuffa dal molo e al pericolo, non essendoci un parapetto, che qualcuno inavvertitamente rischi di cadere. L’intenzione della società concessionaria era quella di ripristinare la ringhiera che esisteva negli anni precedenti.

Le direttive della Regione sono esplicite: il Comune poteva e può autorizzare una protezione provvisoria nel punto pericoloso (la parte quasi parallela alla battigia) verificando, però, che non pregiudichi il transito pubblico che consente di raggiungere la piccola spiaggia di ponente, non in concessione.

L’uso da parte del pubblico delle aree demaniali date in concessione deve limitarsi al transito e l’uso delle stesse aree da parte della società concessionaria deve essere quello previsto dal titolo di concessione. Allo stato attuale, però, la transenna divide in due le aree, con bagnanti “privilegiati” da una parte e i restanti dall’altra.

Simona Simonetti, rappresentante ambientalista finalese e di recente assessore a Vado Ligure, osserva: “C’è una prescrizione degli uffici regionali perché la recinzione sia rimossa. Ma i tempi sono fondamentali. Spero che la supervisione dei cittadini, attenti a difendere il diritto all’accesso ad una spiaggia pubblica in una porzione di costa incantevole, possa portare in tempi brevi alla rimozione di questa grata. Perché questa grata più che la sicurezza garantisce l’alienazione di un bene comune come l’arenile a favore di pochi privati”.

“Voglio sottolineare che i privati hanno messo la recinzione con l’accordo del Comune di Finale Ligure, quindi non si tratta di un’opera abusiva ma autorizzata. L’amministrazione Richeri si contraddistingue ancora una volta come un’amministrazione che non difende i diritti di tutta la cittadinanza, ma solo i privilegi di pochi” conclude Simonetti.

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