Crollo delle nascite in provincia di Savona: -10%. Colpa della crisi e della precarietà - IVG.it
Cronaca

Crollo delle nascite in provincia di Savona: -10%. Colpa della crisi e della precarietà

salvatore garzarelli

Savona. Le cifre parlano chiaro: sono sempre meno i neonati nelle case degli italiani, ed il fenomeno interessa anche la nostra provincia. Nel corso di un incontro che si è tenuto questa mattina tra il professor Garzarelli, direttore del Dipartimento materno infantile dell’ASL 2 savonese, e Isabella Sorgini, assessore alla Promozione Sociale e Pubblica Istruzione del Comune di Savona, si è parlato proprio del crollo di nascite che già l’anno scorso ha interessato anche il nostro territorio.

Si è registrata infatti una denatalità pari circa al 10%, percentuale meno allarmante rispetto ad altri città italiane, ma comunque abbastanza significativa. Si pensi solo che nella vicina Torino alcuni punti nascita hanno registrato un trend negativo pari al 20%. Il fattore economico è sicuramente quello più chiamato in causa nella ricerca di una spiegazione, ma non vanno trascurati anche componenti culturali e, soprattutto, vissuti sociali difficili, caratterizzati da precarietà ed incertezze.

Molte, troppe, sono le coppie che faticano a staccarsi dai genitori per formare una famiglia propria: l’assenza di un lavoro, stabile o temporaneo, la mancanza di una casa, sicuramente la fanno da padrona e di certo non aiutano i continui tagli imposti anche ai settori sociali dei Comuni, che faticano a mantenere i servizi offerti sino ad oggi. La concomitanza di tanti fattori contribuisce dunque ad alimentare questo fenomeno che va studiato, accolto ed affrontato in maniera sinergica e globale, cercando di catalizzare tutte le forze e le energie a disposizione sul territorio.

“L’incremento delle nascite non si ottiene solo con l’offerta di servizi sanitari alla gestante/madre – sio legge in una nota dell’Asl2 – Vanno innanzitutto pensate ed attivate politiche di sostegno alla famiglia, o meglio, alle giovani coppie che avrebbero intenzione e voglia di formare una famiglia. Tanti incertezze e difficoltà soprattutto di natura economico e sociale, frenano i nostri giovani, che non si sentono abbastanza sereni per affrontare il progetto famiglia”.

Isabella Sorgini ha messo in evidenza un aspetto non trascurabile del fenomeno: oggi, al contrario di ieri, sono le donne che lavorano a fare figli, segno che la sicurezza e la stabilità dal punto di vista lavorativo incide non poco sulla volontà e la realizzabilità del “progetto famiglia”.

Inoltre, sempre per sottolineare l’importanza dell’aspetto socio-economico diverse indagini condotte sino ad ora hanno evidenziato che le città che hanno registrato un minor calo di nascite sono quelle dove esistono le migliori misure di welfare: Bolzano, Trento e Valle d’Aosta, per fare qualche esempio.

Ed ecco dunque il perché dell’incontro di stamattina tra il profssor Garzarelli, direttore del punto nascita di Savona e l’assessore Sorgini: un momento per parlare, riflettere e confrontarsi su eventuali iniziative da intraprendere insieme per combattere questo fenomeno che ci sta portando a diventare un “Paese di nonni senza nipoti”.

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