Carla Mattea lascia la Lega Nord: "Gestione fallimentare, io ne esco a testa alta" - IVG.it
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Carla Mattea lascia la Lega Nord: “Gestione fallimentare, io ne esco a testa alta”

Carla Mattea

Pietra Ligure. A pochi giorni dal rimpasto in Provincia, con la perdita del ruolo di assessore, Carla Mattea esprime il proprio dissapunto per le recenti evoluzioni della Lega Nord in ambito territoriale e comunica ufficialmente le sue dimissioni irrevocabili dal movimento.

“Lega 2.0… la Lega del disfare – attacca Mattea -. Con l’insediamento dell’imperiese Viale e di Ripamonti i consensi elettorali nel Savonese hanno subito un grave decremento. La gestione delle alleanze è stata lasciata alla mercè del singolo o di pochi. A Carcare, oltre a contribuire a far cadere l’amministrazione Bologna, hanno stipulato alleanze con la sinistra, perdendo clamorosamente. A Borghetto la Lega avrebbe potuto esprimere un vicesindaco, ma abbiamo preferito correre da soli, conquistando un bel posto in minoranza!”.
 
“A Ceriale non ci siamo neppure presentati – sottolinea -. Ad Alassio siamo andati al traino. Negli altri comuni abbiamo perso. A Imperia un bagno di sangue! Questa è la Lega 2.0! La gestione fallimentare dei vertici provinciali e regionali ha condotto a tutto ciò. Le ambizioni personali non pagano e gli elettori ci hanno risposto forte e chiaro”.

“E veniamo alla Provincia – prosegue Mattea -, dove il presidente decide un ulteriore rimpasto che prevede il benservito a Ripamonti per incapacità di gestione delle sue deleghe e dei rapporti politici tra alleati. Il mio operato non è mai stato messo in discussione, anzi il presidente auspicava la mia riconferma… ma Ripamonti non poteva essere cacciato da solo, lui, il segretario del partito, pieno di ‘celodurismo leghista’ con strategie maldestre e calpestando amicizia e riconoscenza faceva in modo, unitamente a Viale, che non venissi riconfermata nella Giunta provinciale. E allora ‘muoia Sansone con tutti i Filistei'”!

“Viale, che non si è neppur degnata di informarmi personalmente – aggiunge Mattea -. Ma arriverà anche per lei il momento dei consensi elettorali. Allora sì che qualcuno tirerà fuori le scope! 
Nel 2011, per opportuni equilibri politici, sono stata obbligata dalla stessa Viale ad abbandonare il mio conquistato ruolo di consigliere provinciale per entrare a far parte dell’esecutivo di Palazzo Nervi. Nonostante le mie valide motivazioni, ho dovuto subire le sue invettive e accettare l’incarico”.

“Oggi ne vengo allontanata per il mio rifiuto (a seguito dell’affaire Belsito e Bossi family) a versare il 17% della mia indennità di carica (936 euro netti mensili) nelle casse della Lega – rimarca Mattea -. E già, Lega che ha dilapidato milioni di euro di denaro pubblico tra Trota, fratello del Trota, padre e madre del Trota. Lega che non è in grado di gestire le alleanze politiche. Che nonostante tutto ‘va con la scorta e l’auto blu”. Ebbene, di questa Lega non so più che farmene, di ‘magico’ non ha più nulla, non solo il ‘cerchio’.
 
“Ha dimostrato irriconoscenza nei miei confronti – aggiunge – e anziché aggregare è riuscita a far disamorare chi con credibilità e serità ha dato un forte impulso alla sua crescita. Alla Lega ho dato molto: ho mantenuto salda la mia posizione dopo le dimissioni dell’ex Sindaco leghista Accame, continuando a sostenerne, anche economicamente, idee ed obiettivi senza se e senza ma”.
 
“Chi mi conosce – afferma l’ex assessore – sa che non sono mai stata attaccata alla poltrona. Alla fine del 2012, vista la sorte incerta delle Province, sono stata la prima a traslocare dal mio ufficio, certa del fatto di aver svolto il mio ruolo a servizio della collettività tutta, con trasparenza e spirito di sacrificio. Già molto tempo fa dichiarai di concludere la mia esperienza politica durata oltre 15 anni e di farla coincidere con la chiusura delle Province”.
 
“Chissà, potrei anche avere un ripensamento e magari candidarmi alle prossime elezioni comunali del 2014 a Pietra Ligure… ma non certo con la Lega Nord! Ho già provveduto a comunicare le dimissioni irrevocabili dal movimento – conclude Mattea -. Io ne esco a testa alta, diversamente dagli scienziati della politica che hanno decretato la fine della Lega a Pietra Ligure!”.

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