Cronaca

Si immergeva al largo della Gallinara e trafugava anfore dai relitti delle navi: arrestato

Ponente. Passione per le immersioni, ma non solo: anche per l’archeologia. Giovambattista Pesce, 58 anni, impresario edile di Ceriale, si immergeva nello specchio d’acqua dell’isola Gallinara a caccia di tesori subacquei. E trafugava anfore. E’ quanto hanno ricostruito dagli inquirenti, tanto che al termine dell’indagine il gip Giorgi, su richiesta del pm Ferro, ha siglato un’ordinanza di custodia cautelare eseguita sabato scorso dai carabinieri.

L’uomo dovrà rispondere di furto pluriaggravato. Il sub avrebbe agito sui relitti presenti nei siti archeologici al largo dell’isola ponentina. Ad una profondità di cinquanta metri si trovano infatti le due note navi onerarie romane, affondate circa 2100 anni fa mentre erano dirette al porto di Albingaunum, che già nel II secolo avanti Cristo dovette la sua fortuna alla baia riparata dalla Gallinara.

Le imbarcazioni, distanti tra loro circa un miglio marino, sono di dimensioni medio-piccole con stazza stimata inferiore alle 75 tonnellate in grado di trasportare oltre 1500 anfore. Il contenuto poteva essere vino, olio o cereali, come testimoniano altri ritrovamenti di navi simili.

L’imprenditore-sub avrebbe appunto portato via anfore dai relitti. Al largo dell’isola Gallinara gli specialisti del Centro Carabinieri Subacquei di Genova in passato avevano già effettuato ispezioni per verificare l’integrità dei relitti sommersi.

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