Osiglia, dieci ore da solo al freddo e al buio. Il piccolo Daniele ai soccorritori: "Ho sete e freddo" - IVG.it
Cronaca

Osiglia, dieci ore da solo al freddo e al buio. Il piccolo Daniele ai soccorritori: “Ho sete e freddo”

Osiglia. Quando ha visto gli sconosciuti che da ore stavano gridando il suo nome nel buio, il piccolo Daniele ha alazato gli occhi e ha guardando i suoi “salvatori”. “Ho sete e ho freddo”, semplicemente, ha detto.

Si è conclusa con un lieto fine la temibile disavventura del bimbo di due anni e mezzo persosi ad Osiglia, vicino al lago, proprio quando i primi dubbi sulle possibilità di ritrovarlo ancora vivo scendevano sempre di più. Troppo piccolo per sopravvivere una notte intera indossando solo una maglietta, troppo freddo nei boschi di Osiglia, troppo vicino l’ampio specchio d’acqua.

Gli oltre 100 soccorritori hanno guardato ovunque, prima nella casa in località Giacchino, poi intorno all’abitazione e poi su e giù per la collina, lungo la strada provinciale, nel lago e anche presso la diga senza trovare nessuna traccia, se non una piccola felpa che quando è stata rinvenuta ha gettato per qualche minuto nello sconforto alcuni soccorritori. Poi pochi minuti dopo le 3 del mattino, 10 ore dopo la sua scomparsa, si rincorre via radio tra i soccorritori la notizia sperata.

“E’ stata una bella notizia per tutti – commenta il primo cittadino di Osiglia, Paola Scarzella, dopo una nottata di ansia che l’intera comunità ha condiviso con la famiglia del piccolo – Dobbiamo ancora vederlo ma hanno detto che sta bene, e quindi tutto si è risolto. A nome della città di Osiglia voglio ringraziare tutta la squadra dei soccorsi: le forze dell’ordine, vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile e militi. Un particolare ringraziamento al nucleo cinofilo molecolare del soccorso alpino partito appositamente da Verbania. Grazie a tutti”.

Non trattiene la felicità, e la stanchezza, Federico Lazzaro, responsabile dell’unità cinofila molecolare del soccorso alpino di Verbania: “Operiamo su tutto il territorio e veniamo chiamati dalle sezioni locali del soccorso alpino. Ovviamente in casi come questi quando scompare un bambino di due anni e mezzo non ci sono procedure, si parte subito e basta. Siamo molto soddisfatti questa è l’ennesima dimostrazione delle potenzialità di questi cani. Infatti hanno dato una direzione e poi le squadre a terra hanno individuato il bimbo”.

Il momento del ritrovamento lo spiega Angelo Pastorino del soccorso alpino savonese: “Il bambino è stato ritrovato dalla mia squadra che era composta da membri del soccorso alpino e da agenti della questura savonese. Materialmente ad individuarlo è stato un agente della polizia stradale di Carcare: era rannicchiato in mezzo alle foglie al buio. Era infreddolito, l’abbiamo coperto e ci ha detto di essere contento di tornare a casa dal papà e dalla mamma”.

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