Politica

Spese pazze, Melgrati: “Non alla gogna mediatica, solidarietà a Siri”

Marco Melgrati

Regione. Il capogruppo del Pdl Marco Melgrati esprime, a titolo personale, la sua vicinanza ai consiglieri regionali che hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla magistratura genovese. “Profondo rispetto e attenzione per il lavoro della magistratura”, dichiara Melgrati, “ma dispiacere per il rilievo dato a livello mediatico alla vicenda”.

Continua Melgrati: “Ancora questa mattina hanno sbattuto il mostro, anzi i mostri in prima pagina, paragonando alcuni banali errori di poche decine di euro, su un bilancio di 600.000 euro, a vicende ben più gravi come quelle della Regione Lazio con “er Barman” (si parla della “distrazione” di 1.400.000 euro) e di Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Italia dei valori, arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di peculato perché si sarebbe appropriato di circa un milione di euro provenienti dai fondi destinati al partito, di cui 100-120 mila euro sarebbero stati bruciati alle slot machine, passione di Maruccio”.

“Ma di cosa stiamo parlando? Di alcuni errori nel depositare scontrini, del tenore di 80 e 150 euro, o di panettoni acquistati per donare un sorriso ai meno abbienti? Forse che le spese di rappresentanza devono avere come destinatari solo Politici, Giornalisti, Imprenditori? Non si può, o non si deve, destinarli a chi ne ha più bisogno? Io credo proprio di si, e stava e sta nelle maglie della regolamentazione della legge regionale”.

“Vedere in lacrime, questa mattina, uno stimato professionista, un padre di famiglia, da sempre impegnato nel sociale, che ha fatto della politica uno strumento di impegno anche a favore dei più deboli e dei bisognosi, mi ha fatto veramente male. E mi ha fatto ancora più male conoscendo Aldo Siri, prima di tutto un galantuomo! Basta con questa delegittimazione della politica, di persone per bene, che hanno svolto e svolgono il loro ruolo con passione, dignità, capacità al servizio del cittadino. Io mi chiedo se quelli che gridano allo scandalo non abbiano mai parcheggiato in seconda fila, saltato una coda, o pagato in contanti un professionista o un artigiano per evitare di pagare l’iva, come nel costume del popolo italiano. E allora un errore ci può stare, ma va ricondotto alla reale consistenza, poche decine di euro, senza additare il mostro o delegittimare una intera classe politica”.

“Se ci saranno colpe reali, frutto di dolo, chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma l’avviso di garanzia dovrebbe essere appunto una garanzia per chi è indagato, non una imputazione di colpevolezza a priori. Chi cavalca questo senso di antipolitica se ne dovrà assumere le responsabilità. Chi è senza peccato scagli la prima pietra…” conclude Melgrati.

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