Cronaca

Savona, pedofilia: Avvenire attacca “Le Iene” sulle accuse al cardinale Calcagno

Cardinale Domenico Calcagno

Savona. “Bisogna dire tutto e fare tutto ciò che è giusto e necessario, collaborando alla giustizia possibile. Ma bisogna proprio dire tutto. Per questo trovo grave e tendenzioso continuare a riproporre mediaticamente come attuali vicende dolorosissime che hanno già’ portato a condanne in sede civile e a sanzioni anche in sede religiosa”. Queste le parole del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che polemizza oggi con la trasmissione tv ‘Le iene’ in merito ai servizi sul caso di Nello Giraudo, “pedofilo e per l’indegnità della sua condotta non più prete”, dice Tarquinio, e dei tentativi di chiamare in causa presunte omissioni dell’allora vescovo di Savona Domenico Calcagno, ora cardinale elettore nel Conclave.

Il giornale dei vescovi ricorda di aver affrontato il caso Giraudo in diverse occasioni: “l’ultima volta il 5 marzo scorso, con un articolo che chiariva ciò che un primo servizio delle Iene (raddoppiato domenica scorsa) aveva reso confuso a molti spettatori, e cioè che quel caso di intollerabile violenza commessa da un sacerdote quando ne fu chiara la verità e la portata venne finalmente affrontato, anche dall’allora vescovo Calcagno, con la necessaria fermezza secondo lo stile ecclesiale di ‘tolleranza zero’ nei confronti dei pedofili e di solidarietà alle vittime voluto da Papa Benedetto”.

A proposito poi di come la Chiesa ha gestito il fenomeno pedofilia, Tarquinio parla di “errori o tradimenti – come li ha definiti Papa Ratzinger – del passato, perché’ oggi la Chiesa cattolica è, grazie a Dio, non solo impegnata come sempre a difesa dei più piccoli e fragili in ogni contesto e soprattutto in quello dell’infanzia, ma un passo avanti a ogni altra istituzione laica o religiosa nel perseguire i crimini commessi al proprio interno”.

“Capisco che chi è stato vittima di simili indegne violenze possa vivere con ferite che non si chiudono e, perciò, non riesca a perdonare – prosegue -, ma non capisco chi fa il mio mestiere e sceglie di raccontare una storia a tesi, anti-cattolica. Credo che tutto questo non serva alla causa della lotta contro l’abuso sessuale di bambini e
bambine, un misfatto che è anche un affare gigantesco”.

“Aspetto di vedere le ‘Iene’ – conclude – dar conto della caccia ai signori della pedofilia resa vana da connivenze e interessi e accompagnata dall’incredibile disinteresse di troppi mass media”.

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