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Savona, è sfrattato e non può più tenere il suo gatto: ennesimo caso di animale affidato all’Enpa

gatto sfrattato

Savona. “Mi si spezza il cuore a lasciarlo”. E’ il messaggio toccante scritto da un savonese nella dichiarazione di rinuncia presentata ieri al comune di Savona, dopo aver perso il lavoro ed essere stato sfrattato di casa per morosità, ed essersi dovuto separare dall’amato gatto (nella foto).

“E’ l’ennesimo dramma sociale che si verifica in questi tempi molto più duri di quanto appaia, per tante persone che si trovano improvvisamente senza risorse ed in mezzo alla strada. A prendersi cura della bestiola non è stato però il comune cui spetterebbe per legge ma, come al solito, i nostri volontari, che già si occupano di 15 gatti di un altro sfratto, che lo hanno affidato ad una nuova famiglia adottiva” spiegano dalla protezione animali savonese.

“Il problema delle persone, che non hanno i mezzi per accudire e curare i proprio animali, sta diventando sempre più frequente con il peggiorare della situazione economica del paese. Purtroppo i Comuni, che dovrebbero intervenire per sostenere i cittadini bisognosi anche nella cura dei propri animali attraverso i proprio servizi sociali, si guardano bene dal farlo accusando i tagli del governo ai bilanci, anche se non lo facevano neppure in tempi migliori” aggiungono dall’Enpa.

“E così, dopo aver inutilmente bussato alle porte dell’ente pubblico, chi ha bisogno si rivolge sempre più spesso alla Protezione Animali (Servizi sociali dei comuni compresi!) che, malgrado il nome di ‘ente nazionale’ è un’associazione privata di volontari che non ha mai ricevuto e non riceve contributi statali; e si trova ora, come molte persone, alla disperazione economica per i numerosi soccorsi della fauna selvatica in difficoltà che svolge in sostituzione della Provincia, senza sapere se riuscirà ad avere rimborsi, nonché per la drastica ed unilaterale riduzione dei contributi del comune di Savona per la cura dei gatti liberi feriti, malati e traumatizzati, che svolge in sua vece” concludono dall’associazione animalista.

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