Priamar, visite guidate per le scuole medie savonesi alla cella di Giuseppe Mazzini

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Savona. Domenica 10 marzo cade il 141° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, nato a Genova il 22 giugno 1805 e deceduto a Pisa il 10 marzo 1872.

Il grande patriota, politico, filosofo italiano, come è noto, rimase in prigionia nella fortezza savonese del Priamar in una cella ancora oggi esistente. Per rendere omaggio in modo concreto alla storia e ai valori rappresentati da Mazzini, il Comune di Savona ha programmato due visite guidate al Priamar nei giorni giovedì 21 e giovedì 28 marzo, dalle ore 10 alle ore 12, espressamente destinate alle scuole medie savonesi, come è stato illustrato oggi venerdì 8 marzo dall’assessore ai servizi alla persona Isabella Sorgini ai dirigenti scolastici.

La visita comprenderà non solo la cella di Mazzini, ma anche lo spazio didattico espositivo sul Risorgimento realizzato nei locali adiacenti alla cella nel 2012 nel 140° anniversario della morte del patriota, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

L’istallazione consiste in un pannello con display luminoso, un elemento di circa nove metri lineari, al quale è stato affidato il compito di narrare le vicende della vita di Mazzini, un lungo pannello retroilluminato che accompagna i visitatori nel percorso verso l’adiacente cella.

L’esposizione permanente, essenzialmente didattica, racconta le vicende del giovane Mazzini attraverso pannelli illustrativi della sua vita, delle sue prime prove di cospiratore, dei giovani che formò e con cui fu a contatto. Attraverso la lettura di brani mazziniani, sono raccontati i tempi, le modalità, gli umori legati ai periodi di prigionia dell’esule, ricreando nel modo più fedele lo scenario da cui prese le mosse la svolta che tanto avrebbe significato per la nascita dell’Italia come nazione.

La cella del Priamar torna ad avere il suo significato centrale nelle vicende giovanili di Mazzini, mettendo in risalto il lato umano del personaggio a partire dal luogo in cui fu prigioniero. La mostra è stata curata da Giuseppe Monsagrati e Anna Villari.

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