Concessionaria finalese chiedeva finanziamenti per l'acquisto di auto inesistenti: 8 assoluzioni - IVG.it
Cronaca

Concessionaria finalese chiedeva finanziamenti per l’acquisto di auto inesistenti: 8 assoluzioni

Savona Tribunale

Finale L. Si è chiuso senza condanne il processo che vedeva a giudizio altrettante persone, Bruno Marenco, 58 anni, Valentino Quagliano, di 49, Fabio Domenicale, di 43, Pietro Pietroni, di 67, Gianfranco Raimondo, di 38, Alberto Sanna, di 62, Ottavio Bellotti, di 73, e Grazia Giusti, di 57, per una vicenda di prestiti a usura e truffe che avrebbe coinvolto una concessionaria del finalese, la “Autoperti”.

Ieri il Collegio dei giudici del tribunale di Savona ha infatti assolto tutti gli imputati dalle accuse più gravi che gli venivano, tutte in concorso ed a vario titolo, contestate, ovvero quelle di usura e associazione per delinquere. Per altri reati ipotizzati dalla Procura, truffa ed esercizio abusivo di attività finanziaria, è intervenuta la prescrizione. I giudici, tranne che per Raimondo e Marenco che sono stati assolti (il primo solo dalla truffa il secondo per entrambi i reati), hanno quindi emesso una sentenza di non luogo a procedere.

Secondo la tesi della Procura gli imputati avevano appunto messo in piedi un complicato giro di prestiti a usura e truffe, coinvolgendo anche una finanziaria – la “Carifin” – alla quale venivano chiesti finanziamenti per l’acquisto di auto: i finanziamenti venivano erogati ma le vetture, in realtà, non esistevano e le rate dei prestiti non venivano onorate. Per alcuni prestiti da seimila euro – questa ipotizzava la Procura – era previsto un interesse di mille euro, per altri addirittura di 2000-2500 euro. Ieri mattina il pm, durante la discussione, aveva chiesto la condanna, per quanto riguarda l’usura, solo per Marenco, Domenicale e Quagliano (a tre anni, nove mesi di reclusione e dodicimila euro di multa); per Giusti (a due anni e sei mesi di reclusione e settemila euro di multa); per Sanna (ad un anno e sei mesi e cinquemila euro).

Per gli altri reati invece era stata chiesta l’assoluzione (per alcuni per l’usura, per tutti per l’associazione per deliqunere) o che fosse riconosciuta la prescrizione. Al termine dell’arringa del pubblico ministero la parola era passata ai difensori degli imputati, gli avvocati Boggio, Gnerre, Tagliero, Pagano, Brin, Oddino, Foti e Saracino, che avevano invece chiesto l’assoluzione. Dopo diverse ore di camera di consiglio, nel tardo pomeriggio, è arrivato il verdetto del Collegio.

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