Cronaca

Caso “mensopoli”, ancora problemi con le trascrizioni delle intercettazioni: nuovo rinvio per il processo

ristorazione mensa

Savona. Era prevista per questa mattina la relazione del perito sulle trascrizioni delle intercettazioni relative all’indagine sul caso “mensopoli”. Invece, sempre a causa di un problema tecnico (non è stato possibile aprire i file), il processo che vede a giudizio, con l’accusa di turbativa d’asta, Alfonso Di Donato e Antonella Calò, rispettivamente ex dirigente e funzionaria dell’Asl 2 savonese (all’epoca dei fatti responsabile del settore appalti, ora dirigente del settore gestione privacy), è stato rinviato ancora.

Salvo ulteriori sorprese quindi la relazione del perito in aula dovrebbe slittare al 22 marzo. Il procedimento prende le mosse dall’inchiesta sul giro di tangenti e favori intorno alle mense scolastiche genovesi e quelle ospedaliere dell’azienda sanitaria savonese. A chiedere il rinvio a giudizio per i due funzionari era stato il sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci che aveva seguito le indagini relative alla vicenda. L’inchiesta della Procura aveva messo sotto la lente d’ingrandimento l’assegnazione del servizio ristorazione da 14 milioni alla “Alessio Carni” di Caresanablot (Vercelli), con una delibera poi annullata dal Tar su ricorso della “Pedus Dussman Service srl”.

In un primo momento il filone savonese dell’inchiesta era confluito nell’indagine genovese su “mensopoli”, ma il giudice del tribunale di Genova Marina Orsini si dichiarò incompetente per territorio a decidere su Di Donato e Calò (assistiti dagli avvocati Raimondo, Rubino, Mazzitelli e Piccone), inviando gli atti alla Procura di Savona.

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