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Boschi, sarà favorita la conversione ad attività agricola: sì dal Consiglio regionale

Liguria. Con 30 voti a favore e 2 contrari (Liste civiche per Biasotti presidente) è stato approvato il disegno di legge: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22 gennaio 1999 n° 4 (Norme in materia di foreste e di assetto idrogeologico)”. Il provvedimento ha assorbito la proposta di legge precedentemente avanzata da Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti Presidente) senza accogliere gli emendamenti presentati dal consigliere. La legge approvata amplia ad enti pubblici e imprese forestali la possibilità di assumere la gestione delle foreste appartenenti al patrimonio della Regione.

Il rilascio delle autorizzazione è subordinato al versamento a favore della Regione di un importo opportunamente calcolato che confluirà in un fondo destinato alla realizzazione di interventi di riequilibrio idrogeologico delle aree geografiche più sensibili, anche di altri bacini idrografici, nonché alla realizzazione di interventi di salvaguardia dei boschi esistenti e, in virtù di un emendamento presentato da Sergio Scibilia (Pd), di nuove piantumazioni nelle aree urbane. Come quest’ultimo ha spiegato nella sua relazione di maggioranza, la legge interviene a complemento della normativa nazionale sulla trasformazione del bosco e sul rimboschimento compensativo, quello che viene attuato nel caso di autorizzazione alla trasformazione del bosco ad altro uso. Chi vorrà fare interventi, opportunamente programmati all’interno di una pianificazione regionale, nei boschi in capo alla Regione verserà parte dei guadagni in un fondo che servirà a finanziare rimboschimenti delle zone montane o nuove piantumazioni nelle città.

L’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo, ha ricordato che la legge parte dall’assunto che la Liguria, avendo il 70% di territorio occupato da boschi, non ha il problema di aumentare la superficie forestale ma di convertire parte del bosco alla produzione agricola e di salvaguardare l’assetto idrogeologico. Quindi non è opportuno il rimboschimento compensativo di aree utilizzate ad altri scopi, ma sono più utili misure che restituiscano alle formazioni boscate esistenti una valenza multifunzionale agricola e selvicolturale. “La legge – aggiunge Barbagallo – porta in capo alla Regione la gestione di 6.000 ettari di bosco che oggi sono in mano alla forestale. Faremo dei bandi per darli in gestione a imprese agricole e a cooperative e questo avverrà in tutte le province. Il nostro legname non è di particolare pregio, ma ha un suo valore commerciale. Partendo dalla considerazione che un terreno coltivato è un terreno preservato, verrà garantita a chi utilizzerà il bosco, a chi realizzerà strade antincendio e attività agricole una redditività”.

Gino Garibaldi, nel motivare il voto favorevole del Pdl, ha definito la legge un primo passo verso un nuovo modo di vivere e valorizzare l’entroterra e di combattere il dissesto idrogeologico.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania), pur annunciando il voto favorevole alla legge, ha ricordato che presso la commissione consiliare è depositata da tempo una proposta di legge sugli stessi temi. Aldo Siri (Liste Biasotti) ha stigmatizzato che la proposta della giunta sia arrivata 3-4 mesi dopo la sua proposta di legge fagocitandola e che non siano stati accolti emendamenti significativi proposti dal suo gruppo e volti a realizzare le necessarie condizioni di tutela del territorio e del bosco, di ripristino di aree boschive distrutte da incendi o dalla mano dell’uomo. Siri ha ribadito la necessità di impiantare essenze autoctone e di favorire interventi di pulizia del bosco e di contrasto del dissesto idrogeologico.

Ezio Chiesa (Gruppo Misto) ha aggiunto che in Liguria il bosco occupa il 70 per cento del territorio ma è trascurato, con la sola eccezione delle foreste demaniali. “Sono necessarie operazioni di taglio selettivo e di manutenzione straordinaria del bosco anche su terreni privati. Attività che possono creare occasioni di reddito. Oggi si stanno verificando frane prodotte dal peso stesso della vegetazione appesantita dall’acqua piovana. Queste otturano l’alveo dei torrenti con effetti devastanti: abbiamo la necessità di fare manutenzione straordinaria e i tagli di alberi possono servire per rinvigorire il bosco che poi ricresce da solo”. Chiesa ha chiesto che si dia il via ad un’opera di risistemazione del territorio e si favorisca la coltivazione del sottobosco (funghi, more, ecc).

Sergio Scibilia (Pd) ha ricordato che gli inglesi, soprattutto nell’imperiese, hanno sviluppato interventi importanti di rimboschimento che dopo un secolo hanno lasciato un importante polmone verde alla Liguria. Un polmone che le assicura vivibilità, prestigio e attrattività turistica. “Dobbiamo cercare di proteggere in modo attivo il bosco anche con il ricambio delle piante che spesso soffrono di malattie. Il taglio del bosco a fini economici ha scarsa competitività con le produzioni del resto del mondo per questo la pratica del ricambio va sostenuta dalla mano pubblica. Questo non ci deve esimere dall’intervenire con il rimboschimento in particolare nelle zone urbanizzate dove la presenza del verde è assolutamente sottodimensionata.Occorre rispettare le norme che prevedono la piantumazione nelle nuove zone abitative. Questa non è una tematica di secondo livello, non c’è ideologia in questo, il bosco è una risorsa per gli operatori e per tutti i liguri sul piano turistico”.

Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) ha aggiunto: “Votiamo a favore di questa legge, ma ricordo che il Consiglio regionale ha tagliato moltissime risorse che prima erano destinate all’entroterra, una zona che ormai è abbandonata a sé stessa. Si è tagliato drasticamente le comunità montane e le province senza andare a vedere cosa serviva e cosa no. E anche questa legge rischia di non avere alcun effetto se non si accompagna con degli stanziamenti”.

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