Albisola, albanese ucciso durante una rissa: connazionale condannato a 20 anni - IVG.it
Cronaca

Albisola, albanese ucciso durante una rissa: connazionale condannato a 20 anni

Savona Tribunale

Albisola S. Vent’anni di reclusione per omicidio e per tentato omicidio. E’ questa la condanna inflitta questa mattina dalla Corte d’Assise di Savona a Quemal Ramaj, il cittadino albanese che era a giudizio per la morte di Skender Kajno, un suo connazionale ucciso la notte tra il 18 ed il 19 dicembre del 2004, ad Albisola Superiore, durante un regolamento di conti tra due gruppi di sfruttatori che si contendevano una prostituta ucraina. Insieme a lui a giudizio c’erano anche altre due persone, Lesya Detsyk e Roman Holovaty, che dovevano rispondere entrambi di rissa in concorso (il secondo anche di quella di ricettazione di un’arma da fuoco).

Per l’accusa di rissa, della quale doveva rispondere anche Quemal Ramaj, la Corte ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato per tutti gli imputati, mentre per la ricettazione della pistola, una semi automatica modello Sig Sauer, Holovaty è stato assolto per non aver commesso il fatto. Oltre alla condanna a vent’anni (di cui tre condonati), a Quemal Ramaj è stata inflitta anche l’interdizione legale durante la pena e l’espulsione dal territorio italiano.

Per il delitto Kajno, con il rito abbreviato, erano già stati condannati, a 14 anni di reclusione ciascuno, Ermal Ramaj (fratello di Quemal), 29 anni, e Arber Osmanaj. Qemal Ramaj secondo l’accusa era l’autore materiale del gesto ed avrebbe agito in concorso con il fratello e con Osmanaj. Oltre a Skender Kajno, che fu colpito mortalmente, quella sera durante la rissa era rimasto gravemente ferito anche Fatos Kajno: lui, nonostante una grave lesione epatica, se l’era cavata.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti al centro dello scontro finito nel sangue c’era una ragazza che, dopo aver avuto una storia con uno dei fratelli Ramaj, voleva uscire da giro della prostituzione e aveva trovato ospitalità presso una casa di Albisola. Lo sgarro aveva attirato la vendetta della banda di sfruttatori, sfociato nell’episodio di sangue.

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