Economia

Inquinamento acustico, i commercianti loanesi contrattaccano: “Non è un paese ‘fracassone’, nostra unica colpa è risollevare l’immagine della città”

Loano piazza del Comune

Loano. Fronte polemico tra esercenti e operatori turistici, da una parte, e alcuni cittadini riuniti in un “Comitato loanese per la difesa del centro storico”, dall’altra. Gli esponenti del comitato hanno scritto al sindaco Luigi Pignocca e depositato in Comune un esposto che segnala problemi di inquinamento acustico “con la denuncia degli esercizi e delle attività fonti di inquinamento e con la richiesta dei provvedimenti relativi di competenza dell’amministrazione”.

I commercianti e titolari di locali pubblici non ci stanno e si sono riuniti dicendosi “sgomenti” per l’esposto, che attacca un settore duramente provato dalla crisi economica, dalla contrazione dei consumi e da una stagione estiva ormai ridotta a quaranta giorni. Così sottolineano gli esercenti loanesi: “Lavoriamo ogni giorno con passione e con impegno per accogliere non solo anziani e bambini ma anche giovani turisti provenienti da tutto il Nord Italia. Riteniamo che le richieste del comitato, qualora accolte, rischierebbero di compromettere una situazione economica già di per sé alquanto precaria per le problematiche che tutto il mondo del commercio conosce. Ricordiamo inoltre al comitato che il ‘paese fracassone’ ha dato e si propone di continuare ad offrire opportunità di lavoro a centinaia di persone, ed ha soddisfatto le richieste dei turisti che dopo la balneazione ed il meritato riposo vogliono, pretendono ed esigono di divertirsi”.

Fra l’altro, i rappresentanti del comitato hanno posto in rilievo “la violazione delle fondamentali normative anti-inquinamento acustico anche negli spazi gestiti dal Comune “Orto Maccagli” e “Giardino del Principe”, sia in relazione ai volumi, sia in relazione agli orari”. Replicano i commercianti: “Ricordiamo che le manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale nell’Orto Maccagli ed al Giardino del Principe sono da sempre un’opportunità di integrazione e di forte richiamo turistico per tutte le fasce di età. Rivendichiamo inoltre il merito di aver riportato e mantenuto nel nostro Comune migliaia di famiglie e di giovani grazie ad idee ed iniziative che hanno ottenuto il plauso di turisti e residenti. Ci accusano di aver portato Loano al degrado con la complicità dell’amministrazione e delle forze dell’ordine. Niente di più falso. I controlli effettuati da parte delle autorità preposte non hanno mai riscontrato irregolarità di nessun tipo. Teniamo a precisare che all’interno dei nostri locali non si sono mai verificati problemi di ordine pubblico”.

“Sottolineiamo – proseguono – che il degrado nelle città e nei paesi nasce e si sviluppa proprio laddove non sono presenti attività commerciali che, se aperte, sono un ottimo deterrente contro atti vandalici e microcriminalità. Il manifesto del comitato, dunque, contribuisce sensibilmente ad infangare l’immagine di un Comune che, noi riteniamo, non abbia nulla da invidiare alle più rinomate località turistiche della riviera. I commercianti chiamati in causa diffidano pertanto il neo costituito comitato a diffondere accuse incorrette e non veritiere”.

“La nostra unica colpa è stata quella di fare al meglio il nostro lavoro cercando di risollevare l’economia e l’immagine di Loano che, grazie anche al nostro operato, è diventato un punto di riferimento per tutti. Ci accusano di mettere a repentaglio la salute di residenti e turisti al punto di provocare attacchi cardiaci… Forse è vero: siamo entrati nel cuore di tutti” concludono i commercianti loanesi.

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