Gli atti non arrivano al tribunale del Riesame: albanese a giudizio a Savona per omicidio scarcerato - IVG.it
Cronaca

Gli atti non arrivano al tribunale del Riesame: albanese a giudizio a Savona per omicidio scarcerato

Savona Tribunale

Savona. Alla fine le porte del carcere si sono aperte ed è potuto tornare a fare il latitante. Xhevedet Plaku, 33 anni, albanese, estradato dall’Albania perché ritenuto responsabile dell’omicidio di un connazionale avvenuto sull’Aurelia a Borghetto Santo Spirito, che già una volta aveva rischiato di tornare libero per un “impiccio” burocratico, è stato scarcerato davvero. Anche stavolta il motivo è da ricercare nella burocrazia: ai giudici del Tribunale del Riesame non sono infatti arrivati gli atti relativi al processo della Corte d’Assise che aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare.

In mancanza di quei documenti i magistrati genovesi non hanno potuto fare altro che disporre l’immediata liberazione dell’uomo che, lasciato il Sant’Agostino venerdì pomeriggio, ha già fatto perdere le proprie tracce. Dopo l’estradizione Plaku stava già per essere scarcerato perché era emerso che l’uomo non era ancora stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia, obbligatorio entro i 5 giorni dalla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare. Per evitare che Plaku tornasse in libertà il pm Danilo Ceccarelli ha quindi emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto che gli era stato notificato in cella. Poi era arrivata l’ordinanza che però, secondo i giudici genovesi, non è stata notificata ai loro uffici e, di fatto, quindi non è valida.

Xhevedet Plaku, insieme al connazionale Adrian Plaku, al momento, è a processo in corte d’assise per il delitto di Borghetto nel quale era stato ucciso, il 10 giugno 2000, l’albanese di 32 anni Rapi Sali. Finora il procedimento è stato piuttosto travagliato visto che – dopo che si è saputo che il contumace Xhevedet era stato arrestato in Albania e condannato per un altro delitto – il suo difensore, all’epoca Mara Tagliero, aveva chiesto e ottenuto la sospensione delle udienze in attesa dell’estradizione.

Secondo il quadro accusatorio, Xhevedet, insieme ad Adrian Plaku, uccise Sali, in un vero e proprio agguato, sparandogli due colpi di 7.65 alla testa sull’Aurelia. Nello scontro a fuoco rimase ferito in modo gravissimo anche Alfred Hasa. Secondo gli investigatori l’omicidio maturò nell’ambito degli scontri tra “bande” per il controllo del mercato della prostituzione di strada lungo l’Aurelia.

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