Politica

“Avogadro a casa”. Melgrati: “Il Pdl non si compra”. Galtieri: “Meglio il commissario”

Luca Villani, Roberto Avogadro, MArco Melgrati, Angelo Galtieri

Alassio. “L’amministrazione Avogadro finalmente a casa”. Così l’ex sindaco e capo gruppo del Pdl in Regione Marco Melgrati, che denuncia anche il tentativo del primo cittadino alassino di “comprare” il Pdl pur di rimanere in piedi: “Questa mattina Avogadro mi ha chiamato e mi ha promesso di tutto…assessorati, varianti urbanistiche, qualunque cosa…dopo quello che ha detto di me in campagna elettorale…ho solo potuto rispondere un secco e deciso Nn…caro Avogadro, il Pdl e Melgrati non si comprano”.

“Grande soddisfazione e un forte sospiro di sollievo, condiviso pressoché dalla totalità dei cittadini, per la sfiducia posta in essere questa mattina da otto consiglieri di minoranza e due di maggioranza, concretizzata con le dimissioni che hanno posto fine a questa “triste” esperienza amministrativa di Vinai, Lucchini, Melgrati per il Pdl, e Galtieri, Agostini, Villani, Scarpati, Casella e dell’assessore Monti e Schivo per la maggioranza. Finalmente anche Monti e Schivo hanno “staccato la spina”, riconoscendo il fallimento di questa esperienza, che ha dato grave danno di immagine alla nostra città. A chi accusava strumentalmente e falsamente il gruppo del Pdl di un possibile “inciucio” con la maggioranza, questa è la risposta più limpida. Il gruppo del Pdl ha da subito tenuto alta la guardia sulle nefandezze perpetrate da questa amministrazione, e fatto opposizione, all’inizio in solitario, sempre dura e forte, senza nemmeno concedere una magari legittima apertura di credito iniziale, intravedendo già da subito i segni dell’incapacità amministrativa di questa giunta”.

“A determinare questa decisione hanno pesato le scelte scellerate compiute dall’inizio del mandato, dalla rimozione della statua di Totò, dall’inversione di via Dante, poi rimangiata parzialmente, alla decisione di spostare il mercato in corso Europa, stoppata dal Tar, a quella del ripristino del Balun d’Arasce in piazza Partigiani, alla chiusura del molo Bestoso, alla volontà di realizzare la pista ciclabile in via Dante eliminando 150 posti auto, all’affidamento a cooperative “foreste” peraltro “morose” delle spiagge comunali, togliendole agli operatori alassini; alla inaugurazione della struttura del nuovo Poggiofiorito senza poter trasferire gli anziani per inagibilità (una struttura nuova!!!), alla incapacità di rendere agibili le tribune del campo sportivo, via via fino all’assurda decisione di realizzare l’ara cineraria nel cimitero di Alassio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso” aggiunge Melgrati.

“Una vittoria elettorale, quella della lista A come Alassio, frutto della divisione dei moderati, da sempre maggioranza nella città del muretto, che aveva portato questa “armata Brancaleone” ad amministrare con il supporto determinante del Partito Democratico, presente in giunta prima con uno poi con due assessori, fino alla “trombatura” di Boggiano, perché “scomodo” e troppo “curioso” nei confronti di alcune operazioni non certo “cristalline”. Partito Democratico che il giorno della vittoria aveva issato sul Comune, in spregio alle leggi, il proprio vessillo”.
“La speranza è che si apra una nuova fase dove tutti i moderati contribuiscano ad una formazione magari meno politica ma più orientata al bene della nostra amata Città, facendo tesoro degli errori del passato, per un nuovo rilancio turistico e produttivo di Alassio, senza cattiveria, senza astio, senza livore, ma con spirito di servizio” conclude Melgrati.

“Era un epilogo inevitabile per un’amministrazione che si è distinta di più per le polemiche che per ciò che ha fatto. Il malcontento era talmente diffuso che è stato percepito anche da componenti della maggioranza e, questa mattina, non abbiamo potuto che rassegnare le dimissioni. Per Alassio meglio un commissario prefettizio che Avogadro” commenta invece Angelo Galtieri.

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