Dopo l'interrogatorio un processo, per Uzzauto non c'è solo "Magica Inter": patteggia 16 mesi per circonvenzione - IVG.it
Cronaca

Dopo l’interrogatorio un processo, per Uzzauto non c’è solo “Magica Inter”: patteggia 16 mesi per circonvenzione

Savona. I tifosi nerazzuri intonando l’inno della loro squadra cantano “C’è solo l’Inter”, ma la canzone non calza a pennello per Raffaele Uzzauto. Oggi per lui infatti non c’è stata solo l’Inter e l’interrogatorio dal gip Donatella Aschero per la ormai nota vicenda della truffa dietro al club di via Gramsci, ma anche un processo.

Questa mattina infatti, in tribunale a Savona, si è celebrato un procedimento penale che vedeva come unico imputato proprio Uzzauto per una vicenda di circonvenzione di incapace. Secondo l’accusa infatti l’ex presidente dell’Inter Club aveva raggirato un sessantenne savonese, che era stato interdetto dal tribunale (oggi deceduto), facendogli acquistare un’auto, la famosa Jaguar (ritrovata proprio nell’ambito dell’inchiesta “Magica Inter”), e convincendolo a stipulare un finanziamento da circa quindicimila euro presso la Banca San Paolo. Inoltre Uzzauto, sempre secondo la Procura, avrebbe cercato anche di fargli attivare un secondo finanziamento, per l’acquisto di una Mercedes, senza riuscirci perché i famigliari dell’uomo si erano accorti dell’operazione e l’avevano bloccata.

Accuse che Uzzauto ha sempre respinto con decisione spiegando di non essersi mai approfittato di quel signore: “Eravamo amici e lo sapevano tutti. Non c’è mai stata nessuna circonvenzione d’incapace. La Jaguar l’aveva acquistata il club e lui se l’era intestata a titolo di favore personale: era un’auto di 25 anni fa e del valore di 1000 euro”. Alla morte dell’uomo, due anni fa, i famigliari avevano però denunciato Uzzauto convinti avesse raggirato il loro caro mettendo le mani sul denaro che, ad insaputa della moglie, si era fatto prestare dalla banca.

Il processo si è chiuso con un patteggiamento ad un anno e quattro mesi di reclusione e duecento euro di multa. Uzzauto, con l’aiuto di amici e famigliari che hanno fatto una colletta, ha anche risarcito la vedova del sessantenne con una cifra di circa diecimila euro. L’ex presidente dell’Inter Club, difeso anche in questa circostanza dall’avvocato Ettore Molino, al termine del procedimento ha ribadito ancora una volta la sua estraneità alle accuse: “Sapevo che aiutandolo avrei potuto avere guai, ma ero tranquillo perché sapevo che mi avrebbe difeso. Purtroppo è morto e non ha potuto farlo”.

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