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Al via centro regionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni razziali

Liguria. Parte oggi il centro regionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni razziali. Lo ha annunciato l’assessore al Lavoro e all’Immigrazione, Enrico Vesco questa mattina, insieme al presidente di Arci Liguria, Walter Massa.

Istituito dalla Giunta regionale in attuazione di un protocollo d’intesa con l’ufficio nazionale anti-discriminazioni (UNAR) realizzerà azioni di prevenzione, monitoraggio, contrasto e assistenza alle vittime di discriminazioni basate su genere, orientamento sessuale, razza, origine etnica o nazionalità, condizioni di disabilità, età, religioni o condizioni personali. Il suo funzionamento sarà supportato dagli sportelli degli Enti e da associazioni del terzo settore già presenti sul territorio.

Per la costituzione del centro sono stati stanziati 70.000 euro, di cui 50.000 provenienti da una convenzione stipulata con l’UNAR, l’ufficio nazionale anti-discriminazioni e Regione Liguria e 20.000 provenienti da fondi regionali, sulla base della legge regionale sull’immigrazione n. 7 del 2007. Il centro avrà sede in Regione e chiunque avesse bisogno di contattarlo potrà chiamare il numero 0105488489 da lunedì a giovedì dalle 9 alle 18 e il venerdì dalle 9 alle 13, oppure inviare una mail a lavoro.migrazioni@regione.liguria.it.

Sempre sul fronte della lotta alle discriminazioni è stato presentato il progetto “Una bella differenza” promosso da Arci Liguria, ANOLF e Acli Liguria e finanziato dal fondo europeo per l’integrazione, il cui obiettivo è la mediazione sociale e il dialogo interculturale per sensibilizzare la cittadinanza al tema del diritto e della prevenzione e della lotta alle discriminazioni razziali e favorire l’integrazione sociale tra le comunità di migranti.

Ammontano a 136.000 le persone di cittadinanza straniera che vivono in Liguria e partecipano al mondo del lavoro, della scuola e alla vita sociale in genere. Oltre la metà, 65.000 resiedono nella provincia di Genova, 21.000 persone nella provincia di Savona, 21.000 in quella di Imperia e 16.000 nella provincia della Spezia. Le nazionalità prevalenti sono l’Ecuador, Albania, Romania, Marocco, Peru’, Ucraina, Cina, Repubblica Dominicana e Tunisia. Su 108.000 persone a cui viene richiesto il permesso di soggiorno per vivere in Italia, provenienti pertanto da paesi non comunitari, i permessi di lungo periodo sono 57.854, rispetto ai permessi ordinari che ammontano a 50.860.

Dai dati in possesso dell’UNAR le discriminazioni si possono verificare soprattutto sul versante dell’alloggio, limitando la presenza degli stranieri in determinate zone o nel mondo del lavoro. Il 41% dei lavoratori stranieri presenti in Liguria è sovra-istruito rispetto al lavoro che svolge, percentuale che tra gli italiani ammonta asl 19%. Una percentuale che aumenta con le donne straniere: il 49% risulta infatti sovra-istruite rispetto al 19% delle donne italiane. Un quinto della popolazione di cittadinanza straniera è composta da minori, spesso nati qui o arrivati da piccoli e cresciuti in Italia: 3 studenti stranieri su 10 sono nati in Italia (35,2% in Liguria, ma nella scuola dell’infanzia la quota arriva a 7 su 10 (74,9% nell’infanzia, 50,5% nella scuola primaria, 16,3% nella scuola media e 4,3% nelle superiori).

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