Cronaca

Renzo Lattuada, il ricordo dell’avvocato Chirivì: “Uno stacanovista che sfidava la burocrazia”

Chirivi

Alassio. Sono in molti a ricordare Renzo Lattuada, l’imprenditore della movida rivierasca che, con “La Capannina” prima, e la discoteca “Al Porto” di Alassio dopo, ha fatto divertire generazioni di ragazzi e ragazze. Un ritratto affettuoso arriva anche dall’avvocato Alessandro Chirivì che lo ha seguito, in qualità di legale, in più occasioni.

“Renzo era un imprenditore dinamico ed innovativo, e doveva scontrarsi quasi quotidianamente con le inutili lungaggini, le bizantine ritualità e le sabbie mobili delle burocrazie di tutta la filiera degli enti pubblici – ricorda Chirivì – Gli sono stato vicino molte volte come professionista per trovare delle soluzioni che, sebbene qualche volta pericolosamente vicine al limite della legalità, gli consentissero di esercitare quell’attività imprenditoriale di cui una zona come la nostra, economicamente volta al turismo, ha necessità come l’aria: l’industria del divertimento”.

“Quell’attività Renzo la sapeva fare, e la sapeva fare bene, offrendo ai turisti della Baia del Sole, ma anche ai residenti, un punto fermo, non stagionalizzato ma aperto tutto l’anno, dove divertirsi e fare nottata. E tutto questo in un territorio che sta perdendo competitività da anni nel mercato turistico non era molto, era moltissimo” continua Chirivì.

Renzo era una delle poche persone che amava davvero il suo lavoro, e ci teneva a portarlo avanti, mettendo spesso in secondo piano l’aspetto del ritorno economico immediato” conclude l’avvocato.

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