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Economia

Natale, crisi e spending review mettono in ginocchio il regalo aziendale

regali di natale web

Liguria. Tra borsellini delle imprese che si sono svuotati e spending review si preannuncia un Natale all’insegna dell’addio al regalo aziendale, una tradizione che con la crisi è per il 2012 alquanto a rischio, tanto nel settore pubblico (un tetto anche agli omaggi da e per le pubbliche amministrazioni) che in quello privato.
Le aziende sotto il morso della crisi, cercano, infatti, di tagliare sulle spese considerate superflue. I primi a patirne le conseguenze sono gli artigiani, impegnati con le produzioni di qualità, che soffrono la concorrenza dei gadget cinesi reperibili anche a 1-2 euro.

“Quest’anno – dice a Labitalia Gianluca Lucchi, socio di ‘Bottega Fiorentina’, dove si lavorano rigorosamente a mano articoli in pelle, e che si avvale di uno showroom nel cuore di Firenze, vicino a piazza S. Croce- non abbiamo praticamente ricevuto ordini da aziende, che probabilmente si orientano su gadget molto economici, ma che certamente non hanno nulla a che spartire con uno dei nostri prodotti”. Un’agenda o una rubrica in pelle personalizzata e realizzata con sapienza artigianale, dice Lucchi, “può costare a un’azienda 14-15 euro, ma si può essere certi che si regala un prodotto dalla vita infinita, perché le nostre rubriche sono tutte sfoderabili e ogni anno si possono riutilizzare”.

Una qualità che, non a caso, assicura Lucchi, “i consumatori riconoscono durante l’anno scegliendo i nostri prodotti, ma che, invece, è meno considerata dalle aziende”. Va meglio, invece, per un evergreen del dono natalizio: la cioccolata. “Quest’anno – dice a Labitalia Martino Oldani, Business Chanel Manager del business regali aziendali presso Nestlè Italia Spa – il trend delle vendite dei regali aziendali Perugina è in linea con quello del 2011. I clienti continuano a voler fare doni, cercando mediamente di investire un valore complessivo pari o leggermente inferiore rispetto all’anno passato.

La tendenza è quella di regalare qualcosa di ‘utile’ o goloso (come per esempio le classiche scatole di cioccolatini) che dia un’immagine più pragmatica all’azienda che fa questo tipo di doni”. “I regali ai propri dipendenti, invece, tendono ad avere un valore leggermente inferiore -spiega ancora Oldani – mentre per i doni di relazione si preferisce ridurre il numero mantenendo il valore unitario. L’atteggiamento delle aziende sta portando a una certa polarizzazione del fatturato Perugina verso le strenne di valore medio e medio-basso, con un leggero decremento delle scatole di cioccolato con un livello di prezzo ‘premium’, a vantaggio di un incremento delle strenne più ‘basiche’, a prezzi più accessibili, mentre si mantengono costanti le confezioni ‘medie'”.

Insomma, la crisi si fa comunque sentire, anche in una certa esitazione delle aziende. “Rispetto allo scorso Natale – fa presente Oldani – sempre più aziende hanno confermato il loro ordine in ritardo, aspettando più tempo possibile. La sensazione è comunque che i prodotti di marca e di prestigio, stiano tenendo meglio rispetto a quelli unbranded: in situazioni di crisi, si preferisce fare un regalo più ‘piccolo’ ma di sicura qualità e che farà sempre fare bella figura, anziché affidarsi -conclude- a prodotti meno conosciuti”.

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