Economia

Vaccarezza a Bologna al fianco dei balneari: “No a una direttiva che cancella oltre cento anni di turismo”

angelo vaccarezza

E’ partito da Bologna il primo di una serie di presidi che si riuniranno, nel corso dei prossimi mesi, davanti alle sedi regionali per la difesa degli stabilimenti balneari dall’evidenza pubblica prevista dal 2015. Una manifestazione che si è svolta sotto il Palazzo della Regione Emilia Romagna con migliaia di imprenditori provenienti da tutto il Paese, insieme per ribadire al governo la tutela di 30.000 imprese italiane e 300.000 lavoratori.

Il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, delegato nazionale Upi al demanio marittimo, ha dichiarato: “A Bologna si sono riuniti gli stati generali dei migliaia di imprenditori balneari italiani che dicono no all’applicazione di una direttiva che altro non sarà, che la fine di oltre cent’anni di storia del turismo balneare italiano. Il nostro presidio davanti alla sede della Regione Emilia Romagna si è tradotto non semplicemente in una richiesta di attenzione ma in una richiesta di cambio di atteggiamento e presa di posizione della Regione Emilia Romagna nei confronti di una Direttiva estranea e dannosa per l’intero Paese”.

“Le Province, grazie al mio impegno, sono state sempre in prima linea nella difesa dei balneari, io sono andato di persona più volte a Bruxelles per ribadire che il decreto così come concepito è distruttivo – prosegue Vaccarezza – Il Governo ha dimostrato in questi mesi di avere dei veri e propri preconcetti nei confronti dei balneari ed ora è necessario che le Regioni prendano una posizione netta e precisa uscendo da questa vergognosa ambiguità”.

“Non è possibile che l’unica soluzione fino ad oggi presentata sia l’attesa nel vedere
cosa la Spagna riuscirà ad ottenere dall’Europa. Ciò che va bene per la Spagna non è detto vada bene anche per l’Italia. Non voglio più leggere documenti tradotti dallo spagnolo e pretendo che il Governo consideri la specificità dell’Italia. Abbiamo chiesto, il sottoscritto come delegato al demanio UPI e Luciano Monticelli come delegato ANCI, di poter partecipare alla Conferenza delle Regioni che si riunirà domani. Ci hanno detto di no. Un divieto che rispettiamo ma che non deve servire come alibi per le eventuali scelte che verranno da lì in poi intraprese” dice ancora il numero uno di Palazzo Nervi.

“Noi domani vogliamo che in questo confronto venga ribadito unanimemente la contrarietà al decreto Gnudi a prescindere da ciò che l’Europa dirà alla Spagna. Noi chiediamo un’unica soluzione approvata in modo condiviso da Parlamento, Regioni, Province e Comuni. Solo questa sinergia può dare forza alla nostra azione. Se così non sarà continueremo in tutte le sedi, sempre e comunque nel nome della legalità, a richiamare una posizione netta e chiara del Governo. Non ci accontenteremo certo di semplice solidarietà ma pretendiamo, e questo lo dico a nome di più di un milione di persone, la difesa di un diritto che non può essere calpestato e cancellato dall’indifferenza non dell’Europa ma del Governo Italiano” conclude Vaccarezza.

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