Primarie Pd, Bersani a Stella nel nome di Pertini: "Il suo coraggio sia d'esempio" - IVG.it
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Primarie Pd, Bersani a Stella nel nome di Pertini: “Il suo coraggio sia d’esempio”

Stella. Prima una visita alla casa natale di Sandro Pertini e poi un discorso rivolto a tutti i suoi sostenitori arrivati a Stella San Giovanni per incontrarlo. Il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani, candidato alle primarie del centro sinistra, ha scelto come tappa conclusiva della sua campagna elettorale il comune dell’entroterra savonese. La visita a Stella di Bersani ha riservato anche un incontro fuori programma: una delegazione di lavoratori Bombardier è infatti arrivata a Stella per consegnare al segretario del Pd una lettera che denuncia la difficile situazione dell’azienda.

“Questa mattinata è piena di suggestioni particolarissime – ha esordito Bersani -. Mi avrete sentito dire forse altre volte che non si possono avere foglie nuove se si tagliano le radici. Se uno ha l’impressione di vedere foglie nuove sull’albero avendo tagliato le radici sono le foglie degli altri, non le sue. Quando dico questo nella mia testa non c’è una storia recente o di partiti che abbiamo alle spalle, ma un’antica vicenda che credo sia appunto il luogo dove si sono formate le nostre radici e faccio riferimento a quando Pertini muove il moto di solidarietà, di autodeterminazione, di emancipazione dei lavoratori che diedero una mano enorme proprio con le loro battaglie ad unificare questo Paese”.

“Qui in queste radici lontane, ma sempre vive c’è l’orgoglio di una parola: socialismo. La più antica parola della politica italiana e credo che sia giusto ricordare questo e quella lontana origine che si affiancò ad una tradizione popolare e che diede vita ai concetti di fondo sui quali viviamo ancora oggi come progressisti italiani: l’idea profonda per cui se un debole, un lavoratore o una persona del popolo ottiene una conquista per sé immediatamente gli viene in mente che deve essere utile per tutti. Queste sono le radici dove c’è dentro il concetto di uguaglianza e sono la forza dell’oggi verso il domani” ha proseguito Bersani.

Il segretario del Partito Democratico ha poi toccato il tema della crisi: “Questi valori sono quelli che possono tirarci fuori dalla situazione in cui siamo oggi. Perché l’idea dell’uomo solo al comando, di fare arricchire uno che poi viene seguito da tutti gli altri, queste idee balzane non ci portano da nessuna parte. L’eccesso di disuguaglianza ha creato questa crisi e uguaglianza è una parola che risponde ad un sentimento, ma anche ad un esigenza dell’economia”.

Bersani, nel parlare di primarie, ha scelto di fare riferimento a Stella e alla figura di Pertini: “Voglio dire una parola a proposito anche del luogo nel quale siamo, dove oggi sono venuto per la prima volta. Io nel lanciare queste primarie ho scelto uno slogan: ‘Il coraggio dell’Italia’ perché penso che davanti a questa situazione molto difficile, molto complessa, inedita dal dopoguerra ad oggi, l’Italia deve dare fondo al suo coraggio, quello che ha dimostrato in momenti anche difficili. Deve risvegliare le sue energie, metterci convinzione, audacia, coraggio e io credo che una figura come quella di Pertini segnali come nessun’altra che cos’è il coraggio. Coraggio che a vent’anni ha mostrato da soldato semplice come usava allora per i socialisti”.

“Con la mia presenza qui – ha detto ancora Bersani riferondosi a Stella – ho voluto anche rendere omaggio alle antiche radici del popolarismo italiano nella sua grande ispirazione socialista. La parola socialista è la più antica parola della politica italiana e ha dato origine ad un grande processo di emancipazione 150 anni fa. Credo che quei valori siano oggi ancora vivi, soprattutto per quanto riguarda l’economia: perché troppe differenze sociali non fanno girare la ruota e non fanno bene”.

Bersani è poi tornato sulle primarie: “Sono stato proprio io a volere anche il secondo turno, perchè penso che chi viene indicato come candidato debba avere il 51% dei voti. Con la struttura che abbiamo creato mi pare molto difficile che non si vada al secondo turno. Ma se le cose vanno così facciamone anche cinque di turni, perché man mano che andiamo avanti con queste discussioni il centrosinistra guadagna in termini di salute”.

Tutto questo prima di partire per Genova dove terrà il suo comizio finale, ma prima c’è ancora il tempo per un ultimo pensiero rivolto a Pertini perché, conclude Bersani, “il suo esempio è molto importante per non perdere la testa. A volte la politica ti distacca dalla realtà”.

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