Morte di Gabriele Fazzari: "La Ligur Block aveva chiesto alla Regione la messa in sicurezza della cava" - IVG.it
Cronaca

Morte di Gabriele Fazzari: “La Ligur Block aveva chiesto alla Regione la messa in sicurezza della cava”

Toirano. Solo dopo le decisioni della Procura saranno fissati i funerali di Gabriele Fazzari, il diciottenne morto tragicamente nella cava della Ligur Block, l’impresa di famiglia a Toirano, travolto dal crollo di una parete rocciosa. Sulle cause del decesso, avvenuto per i traumi provocati dall’enorme peso di terra e detriti precipitati sull’escavatore che il giovane stava manovrando, non vi sono dubbi. Ma restano da chiarire quali fossero le condizioni della cava di Camporosso al momento del fatale incidente e per questo dovrebbe essere disposta una perizia geologica.

L’associazione Casa della Legalità, a metà ottobre a Toirano per il “caso Gullace”, aveva citato Orlando Fazzari, il padre del ragazzo e titolare dell’azienda, come “esempio virtuoso” da seguire nella lotta alla malavita organizzata. Ora la Onlus di Christian Abbondanza interviene sulla mancata messa in sicurezza della cava dove si è verificato l’infortunio mortale: “Dicono che quanto è accaduto non è per responsabilità della pioggia. Non sappiamo ancora la causa. Sappiamo altro. Sappiamo che i titolari avevano chiesto alla Regione Liguria di poter intervenire per mettere in sicurezza quel vecchio fronte di cava. Sappiamo che avevano presentato anche un progetto per i lavori, a loro spese, per intervenire”.

Prosegue la Casa della Legalità: “Sappiamo che la Regione Liguria non ha però acconsentito alla realizzazione della messa in sicurezza da parte della Ligur Block. Qualcuno dovrà risponderne. Non sappiamo se quel pezzo di monte, quindi, è caduto da solo o meno. Forse non lo sapremo mai con certezza… Ma una certezza c’è. La Regione Liguria non aveva acconsentito a mettere in sicurezza l’area. Un elemento inquietante. Non erano solo carte. Non erano solo segnalazioni e richieste di verifiche e intervento, su quella vecchia area. Erano richiesta di prevenzione. Era evitare il possibile disastro”.

“Non sappiamo perché quegli uffici della Regione, così come della Provincia, della Comunità Montana, abbiano chiuso gli occhi davanti a quei segni evidenti di frattura a monte del fronte di cava” conclude l’associazione.

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