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Maersk, il Pd contro il ricorso del Comune di Vado: “Scelta poco responsabile di fronte alla crisi di lavoro”

Vado L. Il Pd vadese prende posizione rispetto alla scelta dell’amministrazione comunale di voler percorrere ancora la strada dei ricorsi contro il progetto di realizzazione della piattaforma portuale. “Questa scelta, comprensibile dal loro punto di vista per cercare di tener unita una maggioranza comunale che ha fondato la propria campagna elettorale ed il suo mandato sul no alla piattaforma, non è più sostenibile di fronte alla crisi profonda del tessuto sociale e produttivo del territorio vadese” afferma il partito Democratico di Vado Ligure.

“A consuntivo, dopo tre anni di governo si ha l’impressione che manchi, all’interno di quella maggioranza, la consapevolezza e la responsabilità di comprendere fino in fondo la reale”.

“Il Pd a livello regionale, provinciale e territoriale è da tempo impegnato a definire risposte concrete, possibili soluzioni, consapevoli delle difficoltà che si incontrano nel momento in cui si gestiscono processi che implicano una congiunta analisi delle questioni ambientali ed occupazionali. La lunga vicenda sulla trattativa sulla centrale Tirreno Power è l’esempio della coerenza ma anche della determinazione dell’azione politica volta ad ottenere risultati positivi per la collettività” aggiunge ancora il Pd.

“Certamente non si può più accettare la scelta dei ricorsi nella fase di inizio della realizzazione della piattaforma portuale ormai sostenuta e finanziata da tutti i livelli istituzionali ed imprenditoriali. Il Pd in questo momento vuole indicare un altro percorso possibile: entrare nel merito della fase di realizzazione del progetto, mettendo mano all’accordo di programma, portando idee e priorità, contrattando fin da subito le ricadute dirette in termini occupazionali chiedendo alle imprese, a cominciare dalla Maersk, che si facciano carico di alcune questioni: ambiente e lavoro”.

“Tutto questo nell’interesse di tutti i vadesi che potrebbero ritornare a dare sostegno all’azione di governo e a trasmettere la forza necessaria affinché il paese ritorni ad essere unito e determinante nelle scelte a livello comprensoriale senza doverle necessariamente subire” conclude il Pd vadese.

Commenti

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  1. gianni maio
    Scritto da gianni maio

    BELIN HOTROVATO IL MIO ALTER EGO!!!

  2. gianni maio
    Scritto da gianni maio

    La nuova centrale a carbone tedesca e i nostri “signor no”
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    Scritto da Giovanni Alvaro
    sabato 18 agosto 2012

    Per costruirla ci son voluti 6 anni di lavoro, impegnando nel lavoro diretto e in quello indiretto circa 100.000 lavoratori, con un costo di 2,6 miliardi di euro, una occupazione diretta di 3000 lavoratori, ed una produzione di ben 2200 megawatt. Stiamo parlando della centrale a carbone più grande del mondo che ha avuto bisogno per essere realizzata di una quantità di acciaio pari a 13 volte quella della Torre Eiffel, e di una quantità di cemento sufficiente a costruire ben 150 piscine olimpiche.
    Non è localizzata in sperduti posti dell’Africa o in qualche paese sottosviluppato dove le grandi multinazionali, così come recita la propaganda anticapitalista, ‘costringono’ le popolazioni a subirle, ma, guarda caso, è localizzata nella potente, civile e sviluppatissima Germania della signora Angela Merkel vicino Colonia nella città di Grevenbroich nell’Alta Renania di ben 64.000 abitanti. E poi ci si chiede perché la patria dei crucchi non subisce le stesse difficoltà dei paesi dell’Europa meridionale come Grecia, Italia e Spagna che stanno ricevendo terribili colpi della crisi che ormai imperversa senza pietà. La verità è che crucchi stavamo diventando noi.

    Quella inaugurata, comunque, è una centrale così grande e potente che fa dire al Presidente della Rwe, Peter Terium, che “se ci fossero le Olimpiadi per la produzione di energia da carbone alla centrale di Colonia spetterebbe sicuramente la medaglia d’oro”; e mentre il Governatore socialdemocratico del Land Nordreno Westfalia, esegue il compito di schiacciare il pulsante verde per l’avvio dei lavori dell’impianto, fa dire al capo della coalizione rosso-verde, e sottolineo rosso-verde, Hannalore Kraft, che “Oggi è una giornata particolare non solo per la mia Regione ma per la Germania intera” perché vengono garantite le forniture di energia per il Land e l’intero Paese.

    Sembra di vivere in un altro pianeta non solo perché le autorità politiche di quella Regione non si sono fatti condizionare da minoranze vocianti, e non hanno rinunciato al loro ruolo di direzione, ma anche perché i gruppi dirigenti dei verdi sono di altro spessore dei loro colleghi italiani che, invece, si dimostrano preoccupati solo della propria carriera politica e, su quell’altare, sacrificano tutto diffondendo notizie false e terrorizzando la gente e che, solo per questo, andrebbero perseguiti da pm e magistratura che però sono in altre faccende affaccendati. Sono loro che hanno ritardato ogni insediamento energetico inclusa la centrale a carbone di Saline Joniche che col miraggio di ‘vocazioni turistiche’, che si sbandierano da oltre 50 anni, hanno bloccato qualsiasi ipotetico sviluppo economico e sociale dell’area. Un vero e proprio disastro.

    Come disastro i verdi nostrani hanno provocato all’economia del nostro Paese costretto a sopperire al deficit di produzione d’energia comprandola annualmente dalla Francia alla quale i contribuenti italiani consegnano l’equivalente finanziario per costruire una nuova centrale nucleare all’anno. E sono sempre gli stessi che gridano per l’enorme debito pubblico ormai vicino ai 2000 miliardi e bloccano iniziative di crescita e sviluppo che non costano nulla ai cittadini del Bel Paese.

    In Italia, a Saline Joniche, sarà costruita, così come deciso dal Governo Monti una centrale di potenza inferiore ma comunque anch’essa importante pari alla metà della medaglia d’oro della produzione teutonica con 1.280 megawatt, 1,5 miliardi di investimento, e un’occupazione sulla quale è da criminali sputarci sopra soprattutto in una zona tra le più derelitte dell’intera Calabria.

    Anche la Centrale, come il Ponte sullo Stretto, sono occasioni che non possono essere sottovalutate pena il mantenimento dell’isolamento, l’arretratezza delle zone interessate e il sottosviluppo che consente la presenza del fenomeno mafioso. Solo chi ha la pancia piena e pensa, come canta il buon Profazio, che “qui di campa d’aria” può continuare a menare il can per l’aia

  3. Scritto da megiucheninte

    Parlano i paladini della coerenza, quelli che in campagna elettorale hanno raccolto le firme CONTRO IL CARBONE e poi hanno concesso tutto il concedibile a Tirreno Power.
    VERGOGNATEVI!!
    Ma si sà, loro sono già in campagna elettorale, forse destinati a governare. Povera Italia, come siamo messi male.

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