Cronaca

I due vigilantes in servizio all’Ipercoop accusati di tentata violenza sessuale, concussione e violenza: ecco i dettagli dell’indagine

Questura

Savona. Tentata violenza sessuale aggravata, tentata concussione e violenza aggravata. Sono questi i reati contestati a Mauro Mellonio, 46 anni, residente a Savona, e Alessandro Anselmo, di 34, residente a Quiliano, le due guardie giurate in servizio all’Ipercoop di Savona, che lavorano per la Coopservice, sono state arrestate questa mattina in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, eseguito dai poliziotti della Squadra Mobile, è stato firmato dal gip Donatella Aschero su richiesta del pubblico ministero Giovanni Battista Ferro.

L’arresto dei due vigilantes, che sono accusati di aver molestato una studentessa ventenne bloccata insieme al fidanzato nell’ipermercato, ha preso le mosse da un complesso lavoro di indagine. Tutto è iniziato il 15 settembre: quel giorno, nel pomeriggio, la ventenne, una savonese, era all’Ipercoop in compagnia del fidanzato, un coetaneo anch’esso di Savona. Il ragazzo, all’insaputa della giovane che in quel momento era in un’altra zona del negozio, aveva rubato la cover di un Iphone. Un gesto che non era sfuggito agli addetti alla sicurezza dell’ipermercato che avevano fermato la coppia per un controllo. A questo punto però la normale procedura che si deve seguire in questi casi non sarebbe stata rispettata da Mellonio e Anselmo.

I due infatti, dopo un controllo al ragazzo, avrebbero portato nell’ufficio (che si trova proprio davanti all’ingresso dell’Ipermercato), la ventenne. Qui le due guardie – secondo quanto viene contestato dal pm – le avrebbero lasciato intendere che la querela per furto le avrebbe sporcato la fedina penale e le avrebbe creato problemi per la sua carriera universitaria (la giovane frequenta la facoltà di Giurisprudenza). Ma i vigilantes avrebbero anche fatto intuire alla giovane che la situazione si poteva risolvere con un “bacio” e uno “spogliarello”, per poi farle una richiesta più esplicita di prestazione sessuale. Di qui le accuse di tentata violenza sessuale e concussione. Prima di lasciarla andare poi Mellonio e Anselmo, pur sapendo che era estranea al furto, avrebbero anche fatto rovesciare alla ragazza il contenuto della sua borsetta sul tavolo e per questo gli è stata contestata anche l’accusa di violenza aggravata.

La ventenne prima di essere lasciata andare via sarebbe stata invitata a tornare più tardi dalle guardie, senza il fidanzato, per risolvere la situazione. La studentessa, molto scossa, è invece tornata a casa dove ha raccontato tutto ai genitori. Da lì la decisione del padre e dello zio di tornare al centro commerciale la sera stessa, intorno alle 20, per chiedere spiegazioni alle guardie. Un confronto che è poi degenerato in quello che è stato definito un “raid punitivo” contro Mellonio e Anselmo che sono stati spintonati e schiaffeggiati.

Nell’indagare sul pestaggio i poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dalla dottoressa Rosalba Garello, hanno raccolto la denuncia della studentessa. Un racconto che, supportato anche da numerose testimonianze, è stato ritenuto credibile e ha portato all’arresto dei due vigilantes che, al contrario, avevano sempre smentito la versione della ragazza. Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare i poliziotti hanno fatto scattare una serie di perquisizioni nella speranza di trovare ulteriori utili riscontri.

Da Procura e Questura arriva anche un appello: “Sarebbe utile sapere se c’è qualche altra ragazza che ha vissuto situazioni simili a questa. Se così fosse è opportuno che denunci l’accaduto riponendo massima fiducia nel lavoro della polizia e della magistratura. Visto il contesto in cui è maturato questo episodio non è da escludere che i vigilantes possano aver avuto atteggiamenti simili in altre circostanze” spiega il dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello.

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