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Toirano, protesta della Casa della Legalità davanti alla villa di Carmelo Gullace: “Isoliamo i mafiosi” foto

Toirano. C’è anche Carmelo Gullace tra coloro che sono coinvolti nell’inchiesta della magistratura sullo scambio di voti tra la ‘ndrangheta e l’assessore regionale lombardo Domenico Zambetti. E’ attorno alla sua villa di via Costa, a Toirano, che questa mattina si è tenuta una singolare conferenza stampa organizzata dalla Casa della Legalità.

E’ su questo personaggio a dir poco discusso e sulla cosca ‘ndranghetista Gullace-Raso-Albanese, di cui Carmelo detto Nino sarebbe diventato il capo indiscusso del Nord Ovest, che si concentra l’attenzione di chi, da decenni, ne segue le vicissitudini.

“Qui, in questa villa, vi è uno dei più potenti boss dell”ndrangheta – dice Christian Abbondanza, della Casa della Legalità – Un criminale che è stato protetto per troppo tempo dal negazionismo e da chi ha minimizzato per decenni, decenni nei quali Gullace e è diventato uno dei boss più temuti della cosca Gullace-Raso-Albanese, che ha collegate a sé tutta una serie di famiglie, dai Fazzari, ai Filippone, ai Sofio a Mamone. Tutte famiglie che continuano a fare quello che vogliono, intimidendo e distruggendo l’economia e l’ambiente, dal momento che trafficano con i rifiuti: la cava dei veleni di Borghetto ne è un esempio”.

Gullace è finito in manette per due volte all’inizio degli anni Ottanta con le accuse di omicidio e sequestro di persona, ma in entrambi i casi è stato assolto. Negli ultimi mesi, alcune indagini della magistratura lo hanno riportato al centro dell’attenzione per questioni che riguardano soprattutto traffico di droga e di rifiuti nel Nord Ovest.

“E’ ora di finirla: bisogna arrestarli e confiscare i loro beni – è l’accorato appello di Abbondanza – Bisogna porre fine a un’attività mafiosa che dura indisturbata da decenni. Se andiamo a vedere il provvedimento con il quale è stata tolta la sorveglianza speciale a Gullace, notiamo che la motivazione è che, sì, frequenta pregiudicati, ma si tratta di parenti per cui sarebbe ‘normale’. Ecco, allora vuol dire che quei giudici che hanno preso questa decisione non conoscono l”ndrangheta, dal momento che tutte le cosche sono caratterizzate da parentele! Saranno quindi parenti, ma sono pure tutti mafiosi”.

“Ora qui, davanti alla villa, ho incontrato Giovanni Ferrara, quello che, insieme ad altri, è andato al pellegrinaggio dietro al feretro di Francesco Fazzari, il boss storico della cosca, imparentato strettamente con Gullace e con questi in affari per i rifiuti, oltre a essere a conoscenza della sfilza di sequestri di persona di cui è responsabile Carmelo detto Nino”.

E qui l’affondo: “Ricordiamoci che Gullace non è un boss dell’ndrangheta in guanti bianchi, ma è prima di tutto un killer, protagonista della sanguinosa faida di Cittanova dove, è bene che lo sappiamo tutti, tagliavano le teste agli avversari e ci giocavano a calcetto nel campetto. E’ uno di quelli che era partecipe di quella faida dove per la prima volta venivano uccisi bambini, mentre i ragazzini che sopravvivevano erano segnati per la vita”.

“Pensateci tutti: una persona normale non gira con l’auto blindata, un operaio di cava come risulterebbe essere Gullace non ha l’autista che è quel Sciglitano dell’impresa Cisa che ha prestiti milionari dalle banche. E allora ciò significa che c’è tutta una rete di protezione attorno a lui. I movimenti bancari di Gullace riguardano la Svizzera, la Spagna, il Centro America, lo stesso Fameli, finito in manette a Loano, operava per suo conto”.

“Bisogna sradicare questo potere mafioso, la comunità dovrebbe reagire e isolarli, e no accettare da loro nemmeno un caffè – è l’appello di Abbondanza – Non bisogna che un Comune come Borghetto aspetti 20 anni per portare via la villa ai Fazzari, in presenza di un ordine di sequestro e demolizione. Se c’è un ordine di sequestro va fatto subito. E ricordiamoci che Gullace, di cui tutti sembrano aver paura, davanti a una perquisizione della Guardia di Finanza scappava in mutande: ma si può avere paura di uno che scappa in mutande?”.

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