Tesori di corallo nell’Area Marina di Bergeggi: il robot subacqueo Pluto svela i segreti dei “Maledetti”

Bergeggi. L’Area marina Protetta Isola di Bergeggi, nata nel 2007, ha una superficie di soli 2 kmq, ma conserva e tutela una grande ricchezza di habitat marini, tra cui alcune importanti grotte sommerse. Immediatamente al di fuori dei confini meridionali dell’AMP, inoltre, su un fondale tra i 60 ed i 90 m di profondità, è presente una secca di notevoli dimensioni, conosciuta dai pescatori della zona come “I Maledetti”, che ospita una ricca comunità coralligena, un ambiente di grande importanza considerato d’interesse prioritario dalla Comunità Europea.

Nel 2010, l’AMP ne ha realizzato una mappatura molto accurata in collaborazione con la Golder Associates ed insieme all’Università di Genova ha iniziato a studiarne la struttura della comunità. A parte qualche informazione fornita da raccoglitori di corallo degli anni ’70 che vantavano di aver operato su “I Maledetti” e qualche sporadica informazione orale fornita da una rosa di subacquei ricreativi tecnici, non c’era infatti nulla di certo.

Il Centro Carabinieri Subacquei di Genova, che da anni frequentava la zona durante le sue attività di addestramento e che aveva preso parte con l’ing. Guido Gay (ottobre 2011) al ritrovamento del transatlantico Transylvania ha iniziato nel 2012 a effettuare immersioni ed indagini con il robot filo guidato “Pluto”; le indagini hanno permesso di svelare parte dei misteri dei “Maledetti”. Dimensione e densità notevoli delle colonie di corallo rosso (Corallium rubrum), anche se non di taglia commerciale, rappresentano un’incredibile valore per gli scienziati e per i subacquei tecnici che si immergono a queste profondità per finalità ricreative (a scanso di equivoci, si ricorda che il corallo è protetto, e che durante le immersioni ricreative non è consentito raccogliere nulla). Il corallo rosso è veramente un tesoro: basta pensare che l’indotto generato da 15.000 turisti subacquei che operano ogni anno nella zona può essere stimato in quasi 2 milioni di euro.

A giugno 2012, la nave oceanografica “Astrea” nell’ambito di un Progetto di ricerca scientifica ISPRA – CoNiSMa denominato “Uso del ROV nella definizione applicativa di piani di gestione per il corallo rosso” e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha esplorato la zona di Bergeggi ed in particolare la parete de “I Maledetti”, individuando numerosi punti di interesse faunistico. Gran parte degli organismi rinvenuti a queste profondità, vista la rarità a livello mediterraneo, sono ovviamente protette a livello europeo. Questi studi risultano essere di straordinaria importanza per l’AMP, che così colma alcune carenze di conoscenza in zone profonde e limitrofe al parco marino stesso.

Le indagini hanno permesso anche di documentare la presenza di molti altri organismi “del buio”, come il corallo giallo (Dendrophillia cornigera), il falso corallo nero (Savalia savaglia) ed il corallo nero (Anthipatella subpinnata). A titolo di esempio il corallo nero era stato rinvenuto fino ad oggi in solo altre 2 località della Liguria, Punta di Portofino (Ge) e Capo Mortola (Im).

Sfortunatamente mettere la “testa” sott’acqua a queste profondità “dimenticate” ha permesso di evidenziare anche un imponente danno ambientale dovuto a reti e lenze da pesca perse, che in presenza di organismi strutturanti come i gorgonacei (gorgonie rosse e corallo) o come gli zoantidei (falso corallo) ed i coralli neri, provocano un effetto deleterio, abbattendo organismi anche secolari. Il nylon sott’acqua persiste per quasi 1.000 anni e la bonifica è praticamente impossibile a queste profondità. Come sanno molto bene i pescatori, inoltre, i grandi riproduttori (dentici, pagari, cernie, ecc.) cercano rifugio in questo habitat profondo, ed il fatto di non assicurare la sopravvivenza degli organismi strutturanti potrebbe causare gravissime e sconosciute ripercussioni anche sulla comunità ittica.

A settembre 2012, gli operatori del Centro Carabinieri Subacquei hanno realizzato una prima bonifica da reti da pesca e lenze perse sulla “Secca del Banano” in modo da predisporre dei Protocolli di bonifica di attrezzi da pesca persi sul coralligeno da presentare in Regione Liguria. Il Settore Ecosistema Costiero della Regione Liguria, vanta anch’esso esperienze di bonifica reti dal coralligeno effettuate nell’ambito del Progetto “Mare Pulito” svolto in collaborazione con l’Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente (OLPA) ed è in fase di pianificazione un tavolo tecnico ad hoc con la presenza dei maggiori interlocutori privilegiati (Università di Genova, ISPRA, Carabinieri Subacquei, Regione Liguria, enti gestori dei SIC marini e Rete dei Parchi Marini Liguri, OLPA, Associazioni di categoria del settore pesca professionale, FIPSAS, Alleanza Pescatori Ricreativi, Associazioni di subacquei, ecc.).

L’insieme delle conoscenze oggi acquisite ha permesso di formulare una proposta d’ampliamento del Sito di interesse comunitario (S.I.C.) marino denominato fondali Noli-Bergeggi, in modo da inserire negli strumenti di tutela previsti dalla Rete Natura 2000 anche questi ambienti di straordinaria importanza. Questa richiesta nasce con una espressione politica formalizzata con una delibera di giunta comunale (il Comune di Bergeggi è l’ente gestore del S.I.C. per conto di Regione Liguria) ed ora è in fase di esame presso Bruxelles (dopo essere stata sposata dalla Regione e dal Ministero dell’Ambiente) in modo da poter prevedere regimi di tutela ad hoc.

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