Cronaca

Tributi Italia, spariti 100 milioni: Spotorno tra i Comuni schiacciati dalle mancate entrate

comune spotorno

Spotorno. La Tributi Italia Spa è stata travolta dall’indagine della guardia di finanza che ha portato all’arresto di cinque persone e fra queste, in particolare, dell’amministratore di fatto Giuseppe Saggese. La società di riscossione delle imposte con centro operativo a Chiavari è proprio quella che ha messo in ginocchio la contabilità del Comune di Spotorno.

La vicenda della Star Srl, chiusa dal sindaco Gian Paolo Calvi che ha fatto tornare all’ente la gestione del servizio entrate-tributi, era condizionata direttamente dalla Tributi Italia Spa (ex Publiconsult). La Star infatti aveva stipulato un accordo con la società guidata da Saggese per la riscossione delle entrate comunali, oggetto dell’apposita convenzione con il Comune. Ma successivamente aveva revocato il mandato per omessi versamenti.

La vicenda riscossione-tributi ha segnato profondamente le casse di Spotorno, diventando una delle peggiori “magagne” degli ultimi anni e, all’insediamento del sindaco Calvi, il contenzioso con la Tributi Italia era ancora aperto per un credito sostanzioso: i mancati tributi corrispondevano ad oltre 2 milioni di euro.

Gli spotornesi nel 2009 avevano versato quasi 900 mila euro alla Tributi Italia allora socio privato della Star: una cifra che la società aveva trattenuto anziché versarla al Comune. Ma a questi numeri vanno aggiunti 1 milione e 400 mila euro relativi al 2000, soldi che la Tributi Italia non ha mai girato alle casse spotornesi a seguito di una diversa interpretazione della convenzione stipulata che poi ha ingenerato un arbitrato.

Tributi Italia, la società di consulenza registrata come una spa e facente capo a Giuseppe Sagggese, 52 anni, di Rapallo, era di fatto una società fantasma, già dichiarata fallita dal Tribunale di Roma. Dal 2006 al 2009 non solo ha riscosso tasse comunali in nome e per conto di 400 Comuni italiani, senza versare loro i relativi importi; ma ha anche licenziato gran parte dei suoi mille dipendenti, oppure ha messo altri in cassa integrazione.

Tutto ciò ha consentito a Saggese di vivere nel lusso. La guardia di finanza di Genova ha precisato che l’amministratore di fatto di Tributi Italia era il vero “dominus” della frode, e che lui si è appropriato certamente di 20 milioni, se non di più. Nei suoi confronti sono stati accertati prelievi bancari anche di 10 mila euro al giorno, in contanti. Quindi yacht, aerei privati, autovetture di lusso, soggiorni in località prestigiose, feste mondane. In tutto la società ha sottratto 100 milioni ai Comuni.

Oltre a Saggese, arrestate altre quattro persone, mentre altre quattro sono state denunciate a piede libero. Grazie agli artifici contabili da lui elaborati, le somme incassate in nome e per conto dei Comuni venivano poi distribuite in altre società, tutte legate a Tributi Italia, e solo in minima parte finivano nelle casse comunale. Anche per questo alcuni Comuni sono arrivati sull’orlo del dissesto finanziario.

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