Economia

Bretella Borghetto-Carcare-Predosa, segnali di allarme illustrati dal geologo Piero Alberelli

Albenga Predosa progetto

Calice Ligure. Proseguono le iniziative lanciate per opporsi alla bretella Borghetto-Carcare-Predosa. Il geologo Piero Alberelli, membro del comitato “Difendiamo le nostre valli” che si propone di fermare l’opera, in un pubblico incontro ha messo in evidenza il possibile stravolgimento delle valli e i gravissimi danni per le popolazioni dell’entroterra che la stessa causerebbe.

“Migliaia di camion percorrerebbero le strade che collegano le valli e i piccoli centri storici, per portar via, non si riesce a capire dove, milioni di metri cubi di roccia e terra, scavati per realizzare decine di chilometri di gallerie – analizza Alberelli -. Le strade attuali sono piccole, i collegamenti già problematici, decine di migliaia di grossi camion distruggerebbero in poco tempo asfalti e scarpate”.

“In questo periodo di ristrettezze economiche chi garantirà le risorse sufficienti per riparare i danni? – domanda il geologo -. Danni che sicuramente renderanno la vita molto difficile a tutti i valligiani per almeno dieci anni. Stiamo registrando nuovi numerosi iscritti al comitato ‘Difendiamo le nostre valli’ in preparazione della prossima assemblea pubblica che si terrà a Calice Ligure giovedì 18 ottobre alle ore 21”.

“L’incontro sarà certamente molto affollato e con nuove importanti prese di posizione – spiega Alberelli -. Il comitato non crede che la proposta di bretella Borghetto-Carcare-Predosa, presentata ai sindaci nel marzo 2012 da Regione Liguria e Provincia di Savona, fosse totalmente priva di una fase progettuale, in quanto non sarebbe stato possibile giustificare la scelta di un tracciato, in alternativa ad un altro, indicando un tetto di spesa così preciso (2.492.043.295 euro), come invece è stato fatto”.

“Ai sindaci – prosegue – è stato quindi presentato un lavoro non discusso preliminarmente, come la legge prevede, con gli enti territoriali. E’ per questo che la soluzione oggi prospettata viene rifiutata dalle singole amministrazioni comunali e dai cittadini. Si evidenzia inoltre come, alla luce delle valutazioni tecniche di un esperto internazionale di traffico e viabilità, quale l’ingegner Huesler, anche sulla base di una prima osservazione, l’opera venga considerata del tutto inutile. Le motivazioni sono pubblicate sul sito internet del comitato”.

“Si concorda sul fatto che normalmente le opere pubbliche costituiscano un’opportunità di crescita economica, ma in questo caso ne risulterà un danno irreparabile – evidenzia il geologo -. Se il fine è quello di dare del lavoro, meglio sarebbe procedere con la manutenzione dell’autostrada esistente, la realizzazione del secondo binario ferroviario da Finale Ligure a Ventimiglia, il miglioramento della linea Savona-Torino, il potenziamento dell’Autostrada del Mare per smaltire il numero enorme di tir che invece sta oggi intasando l’Autostrada dei Fiori”.

“In questo modo si riuscirebbe, da un lato, a rendere più scorrevole il traffico su strade e autostrade mentre, dall’altro, si attirerebbero i passeggeri e le merci che oggi viaggiano esclusivamente su gomma. L’attuale imprenditoria turistica di questa parte di Liguria è fondata su beni naturali e un paesaggio di incomparabile bellezza (beni tutelati dalla nostra Costituzione), sulla valorizzazione dell’entroterra (trekking, mountain bike, climbing, eccetera) e riscoperta dei borghi storici” ricorda Alberelli.

“La bretella, nel tracciato proposto – conclude -, è un’opera pubblica con un impatto fortemente negativo perché attraverserebbe, snaturandoli, centri abitati come Mallare, Pallare, Giustenice, Toirano, Rialto, Boissano oltre alle valli del Pora, dello Scarincio, dell’Aquila, sfregiando in modo definitivo un ambiente conservato intatto da secoli”.

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