Borghetto-Predosa, il comitato-contro si riunisce: “No a 40 km di tracciato che deturperanno le nostre valli”

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Calice L. Nato il 23 luglio scorso, alla presenza di circa trecento persone riunite nella sala consigliare di Rialto, il comitato “Difendiamo le nostra valli” sembra fare sempre più proseliti al grido “no alla bretella autostradale Borghetto-Carcare-Predosa”.

Ieri sera, a Calice Ligure, si è svolta un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza del progetto in itinere e delle conseguenze sul territorio interessato. I partecipanti si sono riuniti nella chiesetta perché la sala consigliare non era abbastanza capiente per contenerli tutti. “Ma non è facile – precisa Giampiero Alberelli, uno dei promotori, di professione geologo – Purtroppo non abbiamo un progetto chiaro da analizzare ma dobbiamo basarci sulle scarne notizie date ai sindaci e su quelle che compaiono sugli organi di stampa”.

“Abbiamo cercato di fare una sintesi di ciò che è stato presentato ai Comuni nel marzo scorso – prosegue Alberelli – I cittadini sono preoccupati per un’opera che andrà certamente ad impattare su queste valli, dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Quello che più stupisce, però, è la disinformazione: molte persone non erano a conoscenza di un piano simile e delle sue conseguenze, un’opera che potrebbe cambiare anche l’andamento morfologico su alcune zone (tipo Mallare, che verrà atrraversato due volte, e Giustenice)”.

“Qui sono previsti più di 40 km di tracciato di cui l’80% in gallerie, doppie, che, se sviluppate in lunghezza, arrivano a quota 60 km: teniamo presente che la galleria del Monte Bianco è poco più di 10 km” sottolinea il geologo.

“Siamo contro la distruzione totale della nostra valle – interviene un’altra componente del comitato, Maria Marghertita Dassori, consigliere comunale a Rialto – In tutti questi anni abbiamo limitato costruzioni per tenerci il verde, molti visitatori ed escursionisti ci premiano per questo, venendoci a trovare, e, anche se il nostro paese non ne ha un ritorno economico, per noi è una bella pubblicità”.

“Qui è previsto un viadotto lungo 486 metri e alto 87 metri dal livello del Pora: quindi è molto impattante sul territorio. Non lo vogliamo per l’impianto ambientale che comporterà, per l’inquinamento, anche acustico, a cui condannerà la nostra valle. No, non si tratta della cosiddetta ‘sindrome di Nimby’: non vogliamo quest’opera né nel nostro giardino, né in quello del vicino. E per questo ci siamo uniti”.

A margone dell’incontro interviene anche il sindaco di Calice Ligure, Livio Sterla: “Ho dei forti dubbi sul fatto che questa opera possa portare benefici. No, non mi piace affatto, perché, al contrario, sarà dannosa. Come già detto a marzo in incontro con il Ministero delle Infrastrutture, il nostro è un Comune che vive di un turismo di qualità 12 mesi l’anno, un turismo attratto dalla nostra natura e il nostro verde. Oggi sono qui a difendere il mio paese”. Intanto, anche il Comune di Giustenice ha approvato una delibera contro la tanto discussa bretella.

Importante anche l’intervento di Marco Marchese, albergatore di Finale Ligure e Vice Presidente dell’Unione Albergatori Provinciale, pioniere insieme ad altri del turismo outdoor. Ha evidenziato come un’opera così fatta distruggerebbe luoghi riconosciuti come unici a livello mondiale per la pratica della mountain bike e del free climbing. Ha ricordato che il Finalese, sulle riviste specializzate di mountain bike, è descritto come si descrivono Firenze o Venezia nelle riviste di turismo: “Distruggere un patrimonio del genere sarebbe semplicemente delittuoso”.

“E’ sempre più evidente che detto progetto non è un semplice pour parler, come invece anche recentemente è stato dichiarato sulla stampa da alcuni amministratori locali, e anche la recente acquisizione da parte di Autostrada dei Fiori della Savona-Torino porta a ritenere che le amministrazioni regionali e provinciali si stiano muovendo in tale direzione – dice il presidente del comitato Ugo Frascherelli – Abbiamo registrato nuove iscrizioni a ‘Difendiamo le nostre valli’ anche in preparazione delle prossime assemblee del 22 ottobre a Orco Feglino (presso la sede della polisportiva) e del 25 ottobre a Giustenice, entrambe alle ore 21. Gli incontri saranno certamente molto affollati e con nuove importanti prese di posizione e partecipazioni”.

“Si evidenzia ancora come pare del tutto insensato distruggere le vallate dello Scaricnio, del Pora dell’Aquila e della Bormida di Mallare per far risparmiare 13 km: questa è infatti la differenza tra la percorrenza attuale e la scorciatoia che la bretella costituirebbe per raggiungere Carcare in autostrada. Si concorda sul fatto che normalmente le opere pubbliche costituiscano un’opportunità di crescita economica, un volano per l’economia ma su questa opera pubblica abbiamo fin’ora ricevuto solo informazioni generiche e non documentate: ciò è inaccettabile oltreché foriero di preoccupazioni e sospetti” prosegue il presidente.

“Sarebbe meglio spendere tutti questi soldi (2 miliardi e mezzo di euro) nel raddoppio della ferrovia. Un’altra autostrada non ridurrebbe il numero delle autovetture, ma ne farebbe arrivare ancora di più. Una ferrovia a doppio binario(GE-XXmiglia ancora a binario unico in alcuni tratti)) è in grado di ricevere il traffico di merci e persone che riceve un’autostrada a 4 corsie. Se l’utilizzo del treno divenisse più semplice verrebbe ovviamente utilizzato molto di più e permetterebbe alle persone di raggiungere la riviera senza fare 10 ore di code ogni week end”.

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