Cronaca

Tomaso, al via il processo d’appello. I genitori: “Sei-otto udienze per avere giustizia”

Tomaso Bruno ed Elisabetta

India. “Oggi, dopo più di un anno di attesa, è finalmente iniziato il Processo di Appello presso l’Alta Corte di Allahabad”: a scriverlo sono i genitori di Tomaso Bruno, il giovane albenganese rinchiuso da più di due anni nel carcere di Varanasi dopo una sentenza di primo grado che lo condanna all’ergastolo per la morte del compagno di viaggio Francesco Montis. Con lui siede sul banco degli imputati anche l’amica torinese Elisabetta Boncompagni.

“Nella giornata odierna, infatti, si è svolta la prima udienza, in lingua inglese, alla quale eravamo presenti – scrivono ancora i genitori su Facebook – Il caso è stato assegnato al Bench composto dai Giudici Arun Tondon e V.P.Pathak della HCA di Allahabad”.

“I nostri avvocati ci hanno informato che il procedimento potrebbe durare dalle sei alle otto udienze, tutto dipenderà dal tempo concesso dai giudici ai nostri avvocati per l’esposizione degli argomenti ad ogni udienza. Quella di oggi è durata circa un’ora e trenta minuti ed il nostro avvocato Senior Mr.Gopal Chaturvedi, coadiuvato dall’avvocato Vibhu Shankar dello Studio Titus e dall’avvocato Samiti Gopal, ha iniziato ad esporre le contraddizioni emerse nel corso delle deposizioni dei testi dell’accusa nella Trial Court di Varanasi”.

“A seguito di questa inaspettata svolta, i nostri programmi sono cambiati – scrive ancora mamma Maurizia – Io rimarrò a Varanasi non tanto per seguire il dibattimento che tra l’altro si svolge a 120 Km percorribili in non meno di tre ore, ma per restare vicino a Tomaso ed Elisabetta e fornire loro in tempo reale le notizie che mi giungeranno da Allahabad. Euro farà regolare ritorno in Italia pronto a raggiungermi non appena sapremo una possibile data del pronunciamento della sentenza. Siamo e dobbiamo essere fiduciosi che questa volta “Giustizia” sarà fatta”.

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