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Polemica su Tpl ad Alassio, dopo Avogadro interviene anche Melgrati

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Alassio. Non si placa la polemica sul trasporto pubblico locale scatenata dal sindaco di Alassio Roberto Avogadro. Dopo le sue dichiarazioni di ieri con le quali attaccava i vertici di Tpl, oggi arriva la replica dell’ex primo cittadino Marco Melgrati. “‘Servi della gleba’ è una espressione dispregiativa e offensiva, che non rende l’idea e non fotografa la realtà; se vogliamo parlare di diverso trattamento, di predilezione per il personale ex Acts, possiamo essere anche d’accordo”.

“Infatti in data 26.10.2011 avevo a scrivere: ‘All’atto della fusione tra SAR e ACTS, che ha dato luogo alla società T.p.l. e della quale mi sento responsabile in prima persona, in quanto in allora Sindaco e azionista come città di Alassio della Sar, firmatario del documento di fusione, esisteva un protocollo di intesa a tutela dei lavoratori. L’assessore Marson in seguito ai tagli imposti dalla finanziaria del Governo nazionale, ha dichiarato di non poter tenere fede a quanto concordato e firmato al momento della fusione. L’accordo confermava quanto garantito in precedenza dall’assessore Marson stesso quando svolgeva il ruolo di Presidente della ACTS , e cioè che i dipendenti autisti e non che vivono nel comprensorio Albenganese non dovevano essere trasferiti a Savona per svolgere il servizio; di fatto questo impegno è stato disatteso, visto che per riempire i buchi di un servizio definito sotto organico del comparto savonese vengono chiamati ogni giorno alcuni autisti, con trasferimenti giornalieri rimborsati con 9 euro di rimborso spese” precisa Melgrati.

“Ma se è vero come è vero – aggiunge il consigliere regionale del Pdl – che un operatore può usare i mezzi dell’azienda per trasferirsi a Savona, è vero che per andare a Savona con i mezzi della T.p.l., svolgere il servizio e tornare, l’operatore impiega 12 ore contro le 6 di lavoro effettivamente svolto. E se un operatore va con i propri mezzi, 9 euro non coprono quasi nemmeno il costo dell’autostrada, figuratevi il costo della benzina! E a dicembre, con la chiusura del deposito di Finale, ci sarà il problema analogo dei dipendenti del comprensorio Finalese che vengono spostati di base a Cisano sul Neva o a Savona. Per quanto attiene poi alle contestazioni al personale, risulta quantomeno strano che nell’anno in corso siano state fatte circa 700 contestazioni al personale, perché? Forse che le contestazioni sono il motivo per trasferire il personale del comprensorio Albenganese a lavorare sul comprensorio Savonese e in Valbormida, dove il personale è sotto-organico? E poi è normale che i controlli vengano effettuati prioritariamente sui dipendenti e non sugli utenti, che magari sono senza biglietto? Se si controllano i primi, gli stessi controllori non possono controllare anche gli utenti? Magari con un maggior utile per la Societ”.

“La convinzione dei dipendenti è che quelli ex Sar siano sotto particolare osservazione! Ad un autista è stato contestato un arrivo ad Alberga con 15 secondi (diconsi quindici secondi) di arrivo in anticipo! Forse che la T.p.l. fornisce orologi sincronizzati ai dipendenti? O esiste una tolleranza, che non può essere quantificata in “secondi”, ma in minuti, a seconda delle condizioni di traffico…Non stiamo forse esagerando? Si mandano in giro mezzi privi di indicatori elettronici e poi si contesta all’autista che non c’è l’indicazione della tratta…Anche il ricorso a continui spostati-riposi, per la copertura del sevizio, che significa che alcuni autisti fanno solo un riposo al mese, con le ovvie conseguenze sulla sicurezza e sulla qualità della vita…E inoltre il ricorso continuo alle consulenze esterne, che erode quote di bilancio…Altro motivo di contestazione sono i danni, anche infinitesimi, arrecati per “causa di servizio” ai mezzi; anche la strisciata di uno specchietto retrovisore viene addebitato come sanzione, anche economica.E queste e altre contestazioni hanno dato luogo negli anni a licenziamenti, forse troppo frettolosi, che hanno portato a vertenze con lavoratori licenziati, che hanno visto l’azienda Tpl puntualmente soccombere in giudizio, con la riassunzione dei dipendenti e il pagamento degli arretrati e degli interessi, contenziosi valutabili, si dice, negli anni, in circa 1.000.000 di euro”.

“Se vogliamo aiutare i dipendenti a risolvere alcuni problemi, lo dobbiamo fare con analisi accurate, proposte serie e organiche, non con sparate giornalistiche per tentare di ‘bucare i media’ e riconquistare una visibilità, tipo il divieto dei “bikini!”. Queste sparate servono solo a distrarre l’attenzione sul fatto che il Comune di Alassio, fra i pochi Enti che non hanno aderito alla revisione della propria quota di servizio dei costi operativi della T.P.L., dal 2 Luglio scorso ha perso come primo effetto le due corse serali estive (dopo le ore 20) verso le frazioni di Moglio e Solva, mentre la quasi totalità dei Comuni della Provincia di Savona ha sottoscritto l’integrazione. Il problema vero è che Alassio paga la sua quota, ma ottiene da sempre un servizio in più rispetto ad altri Comuni, che non hanno corse verso le frazioni (Solva, Moglio e Caso). Quindi, invece che dire stupidaggini su una fantomatica e inattuabile privatizzazione (peraltro già non più citata nell’ultimo Comunicato stampa del “fenomeno di Montalcino”) di una parte del servizio, impossibile da realizzare, stante concessione Provinciale con il contratto di servizio in essere, il sindaco Avogadro venga a sedersi ad un tavolo, in sinergia con i sindacati degli autisti e del personale della ex Sar, con Presidente e Amministratore TPL, per vedere di migliorare la situazione a favore dei dipendenti e dei cittadini utenti” conclude Marco Melgrati.

Commenti

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  1. gabbiano
    Scritto da gabbiano

    La baruffa continua.

  2. Scritto da megiucheninte

    Contiuano a litigare su una corsa in più o una in meno ma nel frattempo si sono mangiati tutto. Ci manca che vendano anche gli autobus così non ci rimane nulla. Povera Italia.

  3. Scritto da mauro.sv

    …ma non diciamo belinate!

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