Borgio, il sindaco ai Verdi: “Non amo il terrorismo mediatico, nessuna speculazione edilizia e nessun rischio per le grotte”

Renato Dacquino - Borgio

Borgio. “Nessuna speculazione edilizia a Borgio, il nostro interesse è agire per il bene pubblico”. Il primo cittadino di Borgio Verezzi Renato Dacquino replica così alle parole dei Verdi sul progetto di seconde case sopra le grotte di Valdemino.

“Non mi piace questo terrorismo mediatico, credo sia giusto dare informazioni corrette senza provocare inutili allarmismi. Forse i Verdi hanno avuto informazioni parziali e hanno agito di conseguenza o forse non sono stati molto attenti” prosegue il sindaco.

Stamane Simona Simonetti dei Verdi aveva infatti puntato il dito contro l’edificazione dell’area carsica nei pressi dell’imboccatura delle grotte di Valdemino definendola a rischio con un progetto scrivono i Verdi “che prevede 24 alloggi di circa 50 mq., per volumi complessivi di circa 4500 mc. , più 24 box interrati (altri 1600 mc.)”.

“Il progetto – sottolinea il sindaco – non prevede edifici residenziali che cadono sulle grotte. Tengo a precisare che l’attenzione dei Verdi per quell’area è anche la nostra, infatti abbiamo concertato il piano con i tecnici effettuando tutte le opportune verifiche. Certo si tratta di una zona carsica e valuteremo l’impatto con attenzione. In consiglio però non approveremo il piano ma solo il progetto attuativo che sarà seguito da tutti i vari passaggi amministrativi”.

“A prova del fatto che non si tratta di un affare speculativo posso dire che nel mese di luglio avevamo fatto un avviso pubblico rivolto ad altre imprese che però è andato deserto, prova ne è che non ci sono interessi di quel genere”continua il sindaco.

“Voglio inoltre sottolineare l’importanza di questo progetto dal punto di vista delle opere pubbliche come le scuola, la sistemazione della palestra, spesso soggetta ad allagamenti, la viabilità in Piazza Marconi che diverrà pedonale con l’abbattimento di un edificio incongruo. Inoltre sarà risistemata la parte alta dell’acquedotto rendendo la strada più utilizzabile per i cittadini.”

“C’è gente – conclude il sindaco – che pensa di fare ma non fa nulla, altri invece, come me, fanno pensando. Il Puc era scaduto da sei anni, è realistico cogliere l’opportunità subito per elaborare un nuovo piano regolatore in breve tempo a vantaggio della cittadinanza”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.