Cronaca

Savona, spari alla Foce del Letimbro: due gabbiani uccisi da un fucile ad aria compressa

Savona. Due gabbiani uccisi da due proiettili sparati con un’arma ad aria compressa. E’ successo ieri, poco dopo le 13, alla Foce del Letimbro di Savona. A denunciare l’episodio sono i volontari dell’Enpa che spiegano: “Si sono sentiti due sibili appena percettibili e due gabbiani sono caduti al suolo in agonia. Le due povere bestie sono state soccorse dai volontari della Protezione Animali, ai quali però non è rimasto altro da fare che consegnarle ad un veterinario per la necroscopia”.

“Gli accertamenti hanno confermato l’impiego di un fucile ad aria compressa che, con una gittata utile di 100-150 metri avrebbe potuto colpire anche le persone o gli automobilisti che transitano in corso Vittorio Veneto. Le guardie zoofile stanno svolgendo gli accertamenti, che consegneranno alla procura della Repubblica, per i reati di maltrattamento ed uccisione di animali e sparo in luogo pubblico” spiegano dall’associazione.

“La specie è in notevole espansione anche nei luoghi abitati e c’è sempre qualche incivile che, non sopportandone la presenza, decida di sparargli. Noi abbiamo proposto alla Provincia ed ai comuni costieri interessati dal fenomeno una serie di azioni preventive per contenerne il numero: organizzazione, da parte della Provincia e di concerto con i comuni, dell’asportazione incruenta delle uova di gabbiano (e solo di quelle), nei mesi di aprile e maggio; sterilizzazione chirurgica dei soggetti fertili; le coppie sono fedeli per la vita e non generano più piccoli, pur covando le uova sterili; prescrizione per i nuovi edifici nelle norme urbanistiche comunali, dell’obbligo di soluzioni architettoniche che impediscano la nidificazione di questi volatili, e dei colombi” concludono dall’Enpa.

“Altri contributi, meno immediati e semplici ma altrettanto efficaci, sono una migliore gestione delle discariche e delle risorse marine; i gabbiani infatti si spingono in città perché la pesca (professionale e sportiva) e la raccolta della fauna marina costiera hanno spopolato il mare e sottratto quindi il loro cibo, che vanno a procurarsi in città e nelle discariche. L’Enpa inoltre raccoglie i soggetti caduti dai nidi sugli edifici cittadini, crescendoli e riportandoli poi nel loro ambiente originario, qual spiagge, scogliere e foci dei torrenti, lontano dalle case”.

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