Savona, Di Tullio vice al posto di Gaggero: malumori tra gli alleati del Pd - IVG.it
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Savona, Di Tullio vice al posto di Gaggero: malumori tra gli alleati del Pd

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Savona. Entra Di Tullio, esce Gaggero. Il cambio della guardia nell’esecutivo di Palazzo Sisto è stato un atto autonomo del sindaco e le segreterie degli altri partiti di centrosinistra ne hanno preso atto, senza essere preventivamente informate della decisione. I cenni più battaglieri arrivano da Rifondazione. “E’ inaccettabile che non ci siano state consultazioni, perché è l’alfabeto della politica. Gaggero era espressione di una lista civica. Così si verrebbe a creare la predominanza totale di un partito, e sinceramente non si potrebbe accettare. E’ allucinante” osserva il segretario del Prc, Marco Ravera.

Una giunta a prevalenza Pd con il tandem sindaco e vice dello stesso partito non piace agli alleati. E all’interno dello stesso Partito Democratico la corrente minoritaria guarda con disappunto il doppio incarico, che potrebbe proseguire con un interim indefinito, di Di Tullio amministratore e nel contempo segretario politico.

Anche Roberto Pizzorno, segretario dell’Udc, ne sapeva nulla della decisione del primo cittadino. “Noi non sappiamo niente come partito – osserva – Il sindaco decide le nomine; però qui il problema è che viene nominato un uomo di partito, il segretario del primo partito di questa coalizione. Ci aspettavamo almeno un incontro informale con le segreterie, cosa che non si è verificata”.

“Non vogliamo valutare le intenzioni del sindaco, ma questo blitz che era nell’aria da tempo non ci è piaciuto. Questa giunta è sempre più a sinistra con cinque esponenti del Pd uno a testa per Sel, Idv e Prc e il centro è assolutamente escluso dalla giunta. Se siamo forza di maggioranza dobbiamo esserlo sempre non solo quando fa comodo. Non è una bocciatura alla persona di Di Tullio che anzi potrebbe far ripartire l’urbanistica in città che attualmente è ferma. Critichiamo la scelta, ma non faremo mancare il nostro appoggio a questa maggioranza” conclude Pizzorno.

A definire la posizione dell’Idv il commissario provinciale e consigliere regionale Stefano Quaini. “A me basta che venga rispettato il programma, vedremo nei fatti cosa farà. Ma noi non faremo mancare il nostro appoggio. Ora sono i finiti i tempi delle poltrone. Dal nostro punto di vista non ci sono assolutamente problemi”.

“Malcontento e disagio” da Sel, attraverso il portavoce e coordinatore cittadino Bruno Larice: “Non abbiamo partecipato per nulla a questa scelta, che, al di là degli equilibri di giunta, è stata fatta passare sopra la maggioranza. Non entriamo nel merito della validità e della persona o del contributo che può portare. Ci preoccupa il metodo, inusuale, senza consultazioni. Né il nostro gruppo consiliare né l’organizzazione del nostro partito sono stati interpellati”.

In realtà l’avvicendamento si sarebbe dovuto realizzare con il passaggio dell’avvocato Gaggero all’Autorità Portuale. Sfumata l’idea originaria del sindaco, Gaggero (che era disponibile a restare solo in funzione del Piano urbanistico) ha dato le dimissioni per far spazio a Di Tullio. Quest’ultimo, dopo la fase esclusivamente legata alla segreteria, torna all’amministrazione.

Con la prosecuizione dell’impegno di Di Tullio nelle istituzioni locali, si fa ancora più aperta la sfida interna al Pd per un posto in parlamento con Massimo Zunino che ha esaurito due mandati e mezzo.

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