Economia

Maersk, il comitato “AmareVado” si ribella alla sentenza Tar sui dragaggi e interpella il Comune

cassone piattaforma maersk

Vado L. Continua la lotta del comitato “AmareVado” contro il progetto della piattaforma Maersk. “Prendiamo atto delle pesanti novità riguardanti l’iter per l’avvio dei lavori che si sono registrate nelle ultime tre settimane – si legge in una nota – Innanzitutto, la sentenza del TAR Liguria, che ha respinto il ricorso del Comune di Vado (cui abbiamo aderito come Comitato) contro i dragaggi in assenza di preventiva bonifica: Il TAR ha riconosciuto l’elevato inquinamento dei fondali della rada di Vado ma ha ritenuto di non dover sospendere i dragaggi non sussistendo (secondo loro) rischi per la salute pubblica”.

“Poi, l’approvazione in parlamento, con voto di fiducia, della norma che dovrebbe permettere di completare il finanziamento della piattaforma: oltre all’utilizzo dell’extragettito IVA (che non garantiva la reale copertura) un emendamento dell’ultima ora consente di spostare fondi non ancora utilizzati destinandoli a piattaforme portuali per container che abbiano già approvato il relativo accordo di programma (il caso di Vado è proprio questo ed è l’unico in Italia), ci saranno sicuramente proteste e ricorsi da parte di altre autorità portuali che si vedono sfilare i soldi ma intanto… l’Autorità Portuale Savonese potrebbe partire se troverà una banca disposta ad aprire una linea di finanziamento”.

“Per fare il punto su queste (brutte) novità – si legge ancora nella nota – abbiamo consultato il nostro avvocato (professor Granara) e chiesto un incontro con Attilio Caviglia: il sindaco di Vado Ligure ci ha confermato l’estrema difficoltà del momento e la volontà di continuare a fare il possibile contro il nefasto progetto pur nella consapevolezza di come le difficoltà occupazionali, che preoccupano la popolazione e l’amministrazione, rendano stretto il cammino percorribile; l’amministrazione sta valutando la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza TAR Liguria sui dragaggi e noi saremo al suo fianco se deciderà in tal senso e se i cittadini di Vado e i nostri soci in particolare vorranno sostenere il notevole sforzo economico necessario”.

Il Comitato ha espresso al sindaco ed esprime pubblicamente la ferma volontà di continuare a battersi per impedire quello che viene definito “lo scempio di Vado Ligure e dell’intero comprensorio”. “Ci riserviamo di dare il via al nostro ricorso attualmente pendente presso il TAR Liguria, nel frattempo stiamo procedendo nell’azione verso la Commissione Europea per spingere le autorità di Bruxelles ad attivarsi contro il finanziamento pubblico di quella che a tutti gli effetti è un’operazione che va ad esclusivo vantaggio di un’azienda privata (il limite posto dai regolamenti UE ai cosiddetti aiuti di stato per le aziende private è oltre mille volte più basso dei 300milioni di euro che lo Stato Italiano intende spendere a vantaggio di Maersk)”.

“Il cammino che abbiamo intrapreso è sempre più difficile da percorrere ma la posta in gioco è troppo alta e non vogliamo né possiamo lasciar perdere, immaginare il territorio di Vado e dintorni tombato a mare dalla piattaforma e avvelenato dalla centrale a carbone, dai mille camion al giorno e dai dragaggi di fondali inquinatissimi è qualcosa che non può lasciarci inerti ed indifferenti. Il nostro impegno va ad aggiungersi a quello di tanti che combattono per il diritto a vivere qui in maniera dignitosa e non suicida” conclude la nota.

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