Economia

Balneari, tutto pronto per lo sciopero degli ombrelloni: “Sarà un segnale forte al governo”

balneari bruxelles

Liguria. Ombrelloni chiusi domani fino alle ore 11.00 in oltre 30.000 stabilimenti balneari per dire ‘no alle aste’ delle concessioni demaniali previste da una normativa comunitaria a partire dal 2016.

“Vogliamo dare un segnale forte al Governo – afferma Riccardo Borgo Presidente del Sib (Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio) – affinché metta in atto quei provvedimenti che salvaguardino le nostre imprese, gli oltre 600.000 lavoratori del settore e soprattutto l’offerta balneare che costituisce da sempre il fiore all’occhiello del turismo italiano”.

Nel febbraio scorso si era riunito il tavolo tecnico che avrebbe dovuto studiare una soluzione al problema, ma a oggi tutto è fermo. “Non siamo i soli ad affrontare questa ‘battaglia’: con i maggiori sindacati di categoria che hanno indetto lo sciopero degli ombrelloni (Sib-Confcommercio, Fiba- Confesercenti, Assobalneari Italia- Confindustria e Cna – Balneatori) si sono schierati incondizionatamente Regioni, Comuni, Province e molti parlamentari sia italiani che europei”.

“Domani sulle spiagge, quindi – afferma Borgo – si vivrà una giornata particolare, anche perché in moltissime località abbiamo previsto di alleviare i disagi del solleone organizzando diverse manifestazioni. Leggendo il depliant con i motivi della protesta i nostri clienti potranno consumare gratuitamente la colazione, gustare fette di cocomero, melone e frutta fresca o magari pizza o focaccia calda; anche l’aperitivo o il caffè sarà offerto dagli imprenditori balneari insieme a giochi di animazione, concorsi di bellezza o di forza, c’è chi ha in programma perfino una mini-olimpiade sulla sabbia” evidenzia il presidente del Sib.

Intanto il ddl di Italia dei Valori presentato oggi alla Camera volto a escludere le imprese balneari italiane dalla Direttiva Bolkenstein e soprattutto dall’evidenza pubblica “si muove nel verso giusto” aggiunge Riccardo Borgo: “Abbiamo apprezzato l’iniziativa e che sia stato lo stesso presidente Di Pietro ad apporre la prima firma sul disegno di legge. Ci auguriamo – continua Borgo – che anche gli altri partiti, e soprattutto il Governo, prendano una posizione chiara e si rendano conto che il problema è urgente e va risolto il prima possibile: sono coinvolte 30.000 imprese, quasi tutte piccole e a carattere familiare, e 600.000 addetti. E’ necessario passare dalle parole ai fatti: è in pericolo ‘solo’ l’immagine turistica dell’Italia e migliaia di posti di lavoro”. “Sono convinto – conclude Borgo – che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo oggi, il Paese non se lo possa permettere”.

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