Guardia medica nel Comune di Urbe, Claudio Montaldo: "L’accorpamento non ha comportato disservizi" - IVG.it

Guardia medica nel Comune di Urbe, Claudio Montaldo: “L’accorpamento non ha comportato disservizi”

Montaldo

Regione. Il servizio di guardia medica nel Comune di Urbe è stato al centro di uno dei punti dell’ordine del giorno del Consiglio regionale odierno.

Matteo Rosso (Pdl) ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale per sapere “se e come intenda garantire il servizio della pubblica assistenza per il Comune di Urbe e per le zone limitrofe con l’arrivo della stagione estiva”.

Rosso ha ricordato, infatti, che nel Comune di Urbe il servizio di guardia medica è stato soppresso lo scorso novembre, a causa dei tagli della politica sanitaria, ma che l’assessore alla Salute “nel dicembre 2011 aveva promesso una verifica – studio per istituire il servizio nei mesi estivi e poi estenderlo al periodo invernale tramite i medici operanti sul territorio”.

Tuttavia, secondo il consigliere, “fino ad oggi al Comune di Urbe non è pervenuta alcuna risposta da parte della Regione mentre la stagione estiva è alle porte e la Val d’Orba accoglie ogni anno dai 7 mila ai 10 mila turisti-villeggianti, molti dei quali sono in età avanzata e, quindi, giustamente preoccupati per la mancanza del servizio, soprattutto in una zona dove ci sono molteplici difficoltà legate alla viabilità. Il sindaco chiede, quindi, che venga garantito il servizio di guardia medica, soprattutto in estate diecimila turisti”.

Sullo stesso argomento Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione in cui ha ricordato che nel novembre 2011 è cessata l’operatività del servizio di guardia medica nel comune di Urbe, con “il conseguente disagio per la popolazione locale, prevalentemente composta da persone non più giovani, e soggetta ad un significativo aumento nei mesi estivi» e ha fatto riferimento alle dichiarazioni dell’Assessore alla salute, Claudio Montaldo, in occasione di un incontro con una delegazione del posto. Siri ha chiesto, quindi, alla giunta come intenda ripristinare il servizio di guardia medica nel comune di Urbe, se preveda, in subordine, una riattivazione del servizio quantomeno durante il periodo estivo e se avvierà, in ulteriore subordine, la già contemplata convenzione con i medici convenzionati dei limitrofi comuni della Valle Orba e Stura”.

Siri ha ribadito che durante l’ultimo incontro, svoltosi nel Comune di Urbe, pareva ci fossero prospettive di riapertura del servizio. “Si era infatti ipotizzata la possibilità di coinvolgere medici della zona e l’assessore si era impegnato a fare verifiche in tal senso, anche relative al costo aggiuntivo per erogazione di questa prestazione. – ha detto il consigliere – Non è possibile depauperare ulteriormente le valli dell’entroterra”.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: “Abbiamo valutato a lungo la situazione. In realtà si pone un problema che è un ‘non problema’. Stiamo parlando non di emergenza ma di sostituzione del medico di famiglia, di medicina generale dalle otto di sera alle otto di mattina, il sabato e la domenica. Non ci si aspetta, quindi, la visita in termini di urgenza. Ci si aspetta medico nell’arco della giornata o della mattina successiva. Il primo novembre 2011 ha preso avvio presso l’Asl savonese il progetto di riorganizzazione dei poli territoriali del servizio di continuità assistenziale – guardia medica, quale conseguenza del processo di razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse  finanziarie a disposizione del Servizio sanitario ligure e dell’Asl2”.

“Questo progetto – ha spiegato – ha comportato, a seguito di attenta verifica sul numero delle chiamate, sul bacino di utenza e sull’estensione territoriale, l’eliminazione di 2 dei 12 poli territoriali, con l’obiettivo di garantire, comunque, la qualità del servizio offerto ai cittadini. Uno dei poli territoriali interessati è quello di Urbe, nel distretto di Savona, che faceva registrare mediamente un numero di dieci chiamate al mese (una visita ogni 3 turni di 12 ore), con un bacino di utenza di circa 800 abitanti ed un raggio di competenza di circa 10 chilometri, per cui è stato previsto l’inglobamento nel vicino polo di Sassello, il quale a sua volta faceva registrate mediamente circa 30 chiamate al mese (meno di una visita ogni turno di 12 ore). Questa nuova organizzazione è stata presentata al Comitato di rappresentanza della Conferenza dei sindaci del 19 luglio 2011”.

Montaldo ha inoltre sottolineato che “con l’inglobamento a Urbe nel polo di Sassello che ha un raggio di competenza massimo di 22 chilometri e tempi di risposta di circa 40 minuti, il numero  di visite mensili è di 37 e cioè in media una visita per turno di 12 ore. A Savona a fronte di un raggio di competenza massimo di 13 chilometri ed un bacino di 83.639 abitanti, le visite mensili sono 267 (7 visite per turno di 12 ore), i tempi di risposta massimi sono di due ore e 20 minuti. Allo stato attuale non è prevedibile la riapertura del polo di Urbe, in quanto il servizio di continuità assistenziale è garantito in modo adeguato dalla attuale organizzazione. Questi dati ci confermano che l’accorpamento non ha comportato disservizi. Non possiamo, del resto, più permetterci una diffusione estremamente capillare. Altra cosa è, ovviamente, l’urgenza ed il 118”.

Rosso ha ribadito la necessità di ridisegnare l’assistenza sanitaria nelle valli dell’entroterra, dove vivono molti anziani, affrontando anche la questione in commissione. Siri ha insistito sull’esigenza di trovare soluzioni alternative.

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