Cronaca

G8, irruzione Diaz: la Cassazione rende definitive le condanne per i vertici della polizia

Roma. La sentenza per il proccesso Diaz è arrivata. Tutte le condanne d’appello sono state confermate per i 25 poliziotti responsabili dell’irruzione alla Diaz. Solo le lesioni sono nel frattempo cadute in prescrizione. I 25 funzionari dovranno anche essere sospesi dalle loro funzioni in quanto la pena accessoria prevede l’interdizione dai pubblici uffici.

E così, a 11 anni di distanza, arriva la parola fine su una delle pagine più nere della storia delle forze dell’ordine di questo Paese e delle sue istituzioni. La V sezione della Corte di Cassazione di Roma presieduta da Giuliana Ferrua e composta dai magistrati Stefano Palla, Gerardo Sabeone, Piero Savani e Paolo Antonio Bruno ha confermato le condanne per tutti e 25 funzionari e poliziotti condannati a vario grado per falso, lesioni e calunnia, anche se questi ultimi due reati sono nel frattempo caduti in prescrizione.

Nessuno di loro finirà in carcere ma per tutti, oltre alla condanna, c’è l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Alcuni di questi funzionari sono tra i gradi più alti della polizia. E’ il caso di Giovanni Luperi, che nel 2001 era vicedirettore dell’Ucigos, e oggi è capo sezione analisi dell’Aisi (ex Sisde), condannato a 4 anni per falso. O quello di Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco e oggi capo della Direzione centrale anticrimine, condannato a 4 anni per falso aggravato, con 5 anni di interdizione.

Condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione: Gilberto Caldarozzi, ex vicedirettore dello Sco, oggi promosso a direttore dello stesso Servizio centrale operativo; Filippo Ferri, ex capo della squadra mobile della Spezia, oggi capo della squadra mobile di Firenze; Fabio Ciccimarra, ex commissario capo a Napoli, oggi capo della squadra mobile dell’Aquila; Nando Dominici, ex capo della squadra mobile di Genova; Carlo Di Sarro, allora vicecapo della Digos di Genova, oggi dirigente del commissariato di Rapallo; Massimo Mazzoni, allora ispettore capo dello Sco; Renzo Cerchi, allora sovrintendente dello Sco; Davide Di Novi, ispettore superiore dello Sco; Massimiliano Di Bernardini, allora vicequestore della squadra mobile di Roma (oggi riformato dopo un grave incidente in moto).

Cinque anni di condanna e altri 5 di interdizione dai pubblici uffici sono stati comminati a Vincenzo Canterini, ex comandante del VII Nucleo del I Reparto mobile di Roma, colui che comandava i “celerini” responsabili delle lesioni.

Quattro anni di pena e 5 di interdizione per i capisquadra del VII nucleo che guidarono gli uomini di Canterini all’interno della scuola: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone.

Michelangelo Fournier, ex vicequestore aggiunto del VII nucleo, che nel processo di primo grado parlò di una “macelleria messicana” e intervenne con un “basta basta” a tentare di fermare il massacro, è stato condannato in primo grado a due anni per lesioni gravi, in appello il reato è stato dichiarato prescritto, prescrizione confermata in Cassazione.

Colui che introdusse materialmente le due bottiglie molotov all’interno della scuola, il vicequestore Pietro Troiani è stato condannato a 3 anni e 9 mesi + 5 anni di interdizione per porto di armi da guerra.

Tre anni e otto mesi per falso, sono stati inflitti anche a Massimo Nucera e al suo collega Maurizio Panzieri, che denunciarono un accoltellamento avvenuto all’interno della scuola, ritenuto falso dalla consulenza dei Ris di Parma e dalla corte d’appello di Genova.

Infine 3 anni e otto mesi per Salvatore Gava per falso per fatti relativi alla scuola Pascoli, dirimpettaia della Diaz-Pertini e sede all’epoca del media center del Genoa Social Forum.

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