Bagni marini, danni da mareggiate: proroga della concessione per chi investe - IVG.it
Economia

Bagni marini, danni da mareggiate: proroga della concessione per chi investe

mareggiata varigotti

Regione. Una proroga della concessione ai titolari degli stabilimenti balneari in caso di mareggiate o eventi erosivi del litorale. La proposta di legge, che fra l’altro arginerebbe, pur soltanto in casi specifici, anche gli effetti della normativa Bolkestein sulle aste, è stata approvata all’unanimità nella seduta odierna del consiglio regionale. L’iniziativa è dei consiglieri Ezio Chiesa (Gruppo misto), Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando), Marco Limoncini (Udc), Sergio Scibilia e Valter Ferrando del Pd.

“Si tratta di un intervento che vuole andare incontro agli operatori che devono ripristinare le proprie strutture a seguito di eventi alluvionali – spiega Scibilia – Putroppo la nostra regione assiste spesso a situazioni naturali devastanti per gli stabilimenti balneari e per il litorale. Si tratta quindi di predisporre interventi anche per salvagurdare il patrimonio costiero, visto che spesso il demanio non riesce a intervenire capillarmente”.

In caso di mareggiate o eventi atmosferici eccezionali, che provochino danni agli stabilimenti, ai beni demaniali ed alle relative pertinenze incamerate, i titolari delle concessioni demaniali potranno eseguire a loro cure e spese tutti i lavori necessari al ripristino delle strutture ed a protezione degli arenili; in tal caso, le concessioni in essere saranno prorogate in misura proporzionale all’investimento effettuato, secondo un regolamento attuativo che sarà predisposto dalla Regione.

“Con questo sistema, sulla base di un prossimo regolamento, si potrà avere una proroga in caso di eventi eccezionali e comunque in base all’investimento fatto” conferma il consigliere Scibilia. “Purtroppo la normativa in vigore non incentiva la suddetta partecipazione dei privati poiché non consente una giusta remunerazione all’eventuale investimento apportato dal concessionario. Infatti, per ottenere il giusto ritorno economico ai costi di ripristino sostenuti dai privati, è necessario che il capitale impiegato possa essere ammortizzato mediante il lavoro e, pertanto, è indispensabile che il soggetto gestore dei beni demaniali possa contare su una congrua durata della concessione – hanno illustrato i consiglieri Scibilia e Chiesa – Pertanto, al fine di garantire l’intervento dei soggetti privati concessionari nelle operazioni di ripristino dei beni demaniali danneggiati da mareggiate e altri eventi atmosferici, è indispensabile che la concessione abbia durata sufficiente a consentire il ritorno economico degli investimenti effettuati”.

Una reazione alla direttiva comunitaria sulle aste, in un certo senso, ma – spiega Scibilia – “non siamo entrati nel merito della Bolkestein, anche se è evidente che in questo modo alla scadenza della concessione l’imprenditore, se ha fatto investimenti, avrebbe un allungamento del periodo della titolarità”.

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