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Samuel travolto e ucciso dal treno a Ceriale, il saluto degli amici su Facebook: “Addio piccolo grande eroe”

Ceriale. Samuel era capace di strappare un sorriso a tutti, di sdrammatizzare qualsiasi momento, con un senso dell’umorismo che gli sprizzava dagli occhi, dai gesti e dalle parole. Gli amici che, in queste ore, stanno dando l’addio al ragazzo travolto e ucciso intorno alle 22 del due giugno da un treno in transito a Ceriale, parlano di lui come di un “eroe”, “un grande” e un compagno di avventure da ricordare.

Non è facile accettare una morte improvvisa, soprattutto a 17 anni, e in un modo così violento. Una serata tra amici trasformata in tragedia, per una leggerezza, e, a quanto pare, per una gentilezza costata davvero troppo. Sembra infatti che Samuel Bovolenta stesse trascorrendo il sabato sera con tre amici – un ragazzo e due ragazze – e che, dopo essersi incontrati sul lungomare, i quattro abbiano deciso di attraversare i binari per portarsi sull’Aurelia.

E’ qui che il destino gioca un brutto scherzo: pare infatti che, attraversando le rotaie, un’amica del 17enne abbia accidentalmente perso la borsetta e che il giovane sia tornato indietro per recuperarla. In quel momento, l’arrivo del convoglio “Russian Railwais” non gli ha dato scampo travolgendolo e uccidendolo sul colpo. Di qui la disperazione degli amici, l’arrivo dei soccorsi, ormai inutili, e un impietoso lenzuolo bianco sui binari davanti al quale papà Michelangelo, operaio edile molto conosciuto a Ceriale, è rimasto impietrito dal dolore.

Ora, su Facebook, c’è chi saluta il ragazzo cerialese, e originario di Biella, con un “Addio, piccolo grande eroe”, chi pensa che “l’unico modo per ricordarti sia alla tua maniera. Sorridendo” e chi lo immagina Lassù a giocare a soft-air, sua grande passione, insieme agli angeli. Ci sono poi gli amici che ricordano le risate tra i banchi di scuola, le scampagnate a Murialdo, le battute esilaranti di un ragazzo che se ne è andato troppo presto. “Adesso andrai in un posto migliore… un posto dove non avrai problemi di nessun genere e ci guaderai da lassù… e tutti noi sentiremo la tua presenza… adesso riposa in pace un bacione”, conclude un amico di sempre.

Intanto, la fredda cronaca parla di una tragedia su cui indaga la polizia ferroviaria coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Savona Danilo Ceccarelli. E domani sarà affidato l’incarico per l’autopsia.

Commenti

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  1. Scritto da giovanni1973

    Però Purtroppo queste tragedie assurde…che non dovrebbero esserci….perchè un ragazzo non può morire a 16 anni in questo modo….
    dovrebbero almeno insegnare qualcosa…..invece come sempre i ragazzini di questa età si confermano senza cervello…
    Sabato a Genova Brignole ….ragazzini che giocano a A pallone sulle banchine che scherzano fanno gli scemi…in barba alla linea gialla che è li non si sa per cosa…..tutto questo mentre il treno arriva….
    E guai a provargli a dire qualcosa ….ti becchi solo insulti e parolaccie…..

  2. luigi tenderini
    Scritto da luigi tenderini

    Conoscevo Samuel ed era un bravo ragazzo, lui e la famiglia. L’ho visto due ore prima dell’accaduto come tanti ragazzi in paese. Hanno fatto un grave errore tutti i ragazzi che quella tragica notte hanno scavalcato la recinzione e attraversato i binari. Poteva essere una strage, invece no, e’ morto solo Samuel. Adesso e’ un angelo, basta polemiche, che la sua morte sia si monito a tutti. Lui voleva vivere ed era pieno di vita, allegria e serenità. Mai più. Ragazzi, mai più. Un padre di famiglia.

  3. folgore
    Scritto da folgore

    @francesco piliego, purtroppo molti sono in gamba a fare la morale bisogna poi vedere se da padri farebbero lo stesso. Io sono cresciuto con i miei genitori che mi hanno insegnato innanzi tutto il rispetto per persone e cose, e se mai un professore, un poliziotto o un pubblico ufficiale piuttosto ch eun normale cittadino mi avesse ripreso per una bravata stai certo che i miei mi avrebbero dato quello che mi veniva e mai si sarebbero sognati di prendersela con chi mi ha redarguito se costui lo avesse fatto a ragione.
    oggi purtroppo vediamo genitori che a prescindere difendono i figli, se il figlio si becca una nota è colpa del professore che ce l’ha con lui, se il figlio viene fermato in scooter è colpa del poliziotto che dovrebbe fare altro invece di prendersela con lui, e così via.
    Poi quando crescono viziati e pieni di sè si lamentano della gioventù senza accorgersi che sono stati i loro modelli a farli diventare come sono.
    Nel caso particolare ripeto e rinnovo il mio cordoglio non mi permetto di giudicare il ragazzo o la sua famiglia non conoscendoli, mi limito ad analizzare i fatti, spesso quando si è in gruppo i ragazzi si fanno convincere a fare cose che la normale logica sconsiglierebbe, e ad un anno dalla maggiore età bisognerebbe capire che attraversare i binari per non fare un pò di strada in più è folle e contro la “legge”.
    Ripeto l’unica cosa che contesto è la definizione di eroe, che non è stata data nemmeno a quel CC che ha salvato dai binari del metrò un ubriaco caduto poco prima che passasse il treno.
    Per il resto provo dispiacere e cordoglio per una vita spezzata.

  4. francesco piliego
    Scritto da francesco piliego

    massimo rispetto per la famiglia, ma lavorando nel settore potrei raccontarvi di ragazzini che tirano sassi e feriscono passeggeri, sfidano i treni passando sulle rotaie, ecc.. poi per statistica sucedde… e quando ci succede ci si chiede il perchè. Purtroppo a volte, e non sarà questo il caso, ti trovi a dover discutere con genitori che se la prendono perchè magari hai “cazziato” il figlio. Ultimo episodio e non dico dove , ma è successo davanti a me: due ragazzini attraversano 4 binari con l’ipod nell’orecchio, treno in ingresso in stazione, loro non si sono accorti del treno e se non fosse stato per un ferroviere sul marcipiede i genitori erano al cimitero a piangere. Risultato? il ragazzino ha telefonato a casa al papà dicendo che il ferroviere lo aveva spintonato, senza dirgli cosa aveva in realtà fatto, ed il papà voleva querelare il ferroviere….il papà alla fine li ha giustificati dicendo che son ragazzi….io gli ho aggiunto “per fortuna e grazie al ferroviere, VIVI”
    Concludo dicendo che non ci si rende conto della velocità del treno. Un convoglio a 123 km/h a 100 metri da voi vi lascia poco spazio per pensare…

  5. Scritto da freeholly9

    sicuramente ma esiste un momento per riflettere sulle colpe, ed uno per cercare di sopravvivere ad un dolore simile.
    Sono sicuro che i genitori ripenseranno a ciò che hanno insegnato a loro figlio per il resto della loro vita, senza che sia tu a ricordarglielo… e poi come dici tu, i figli a volte non ascoltano i genitori..in tal caso, purtroppo potrebbe accadere a chiunque abbia un figlio, te e me compresi…

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