Mamme in difficoltà: bocciata in Regione mozione del Pdl, approvato odg maggioranza

Consiglio Regionale della Liguria

Regione. “Rammarico ed amarezza, sono queste due parole che mi sento di esprimere in merito all’esito della votazione sulla mozione promossa dal Gruppo regionale del Pdl a sostegno della natalità e delle mamme in difficoltà che per motivazioni economiche decidono di non portare avanti una gravidanza. Ancora una volta in Regione, per questioni ideologiche e partitiche si è persa l’occasione di approvare un documento che avrebbe rappresentato un atto concreto, soprattutto in un momento di crisi come questa, a favore di chi vive situazioni di reale difficoltà”. Così dichiara il Capogruppo del Pdl Matteo Rosso, primo firmatario del documento a sostegno della mamme in difficoltà, sottoscritto anche da Scajola, Bagnasco, Garibaldi, Gasco, Melgrati, Morgillo e Saso con l’aggiunta di Lista Biasotti e Lega Nord, che quest’oggi è stato discusso ed affrontato in Consiglio regionale.

“Insieme ai colleghi del Pdl Scajola, Gasco, Bagnasco, Garibaldi, Melgrati, Morgillo, Rocca e Saso, abbiamo voluto sgombrare il campo fin dall’inizio da ogni tipo di fraintendimento e possibile strumentalizzazione della mozione – precisa Rosso – che non voleva toccare minimamente questioni legate ad aborto ed alla legge 194. La mozione, che partiva da dati allarmanti quali il bassissimo tasso di natalità, la Liguria è penultima Regione d’Italia, e la considerazione dell’alto numero di persone anziane presenti sul nostro territorio, aveva lo scopo di stabilire in base alle disponibilità finanziarie della amministrazione regionale un contributo in termini economici a favore delle mamme per comprare biberon, pannolini, cibo per bambini, insomma generi di prima necessità necessari alla crescita dei neonati”.

“La nostra disponibilità era ampia– aggiunge il Capogruppo del Pdl – anche accogliendo la proposta di partire, nella prima fase, con un progetto sperimentale, che in termini economici sarebbe stato poco impegnativo, pur di dare un messaggio positivo in questa direzione. Tutte le Regioni infatti hanno attivato strumenti a sostegno della natalità, l’unica non pervenuta pare sia la Liguria e questo rappresenta un fatto grave che la dice lunga sulla forte necessità di intervenire in questo campo”.

“Purtroppo dobbiamo prendere atto che per il centro sinistra a prevalere sono logiche partitiche e di mantenimento di equilibri di Maggioranza, logiche faziose che partono dal presupposto di bocciare ogni tipo di proposta proveniente dal centro destra. Spiace che ancora un volta il segnale sia stato completamente negativo questo a discapito degli interessi dei nostri cittadini e dalla nostra comunità”, conclude Matteo Rosso.

Nella stessa seduta è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Maruska Piredda, Italia dei Valori) con 22 voti favorevoli (maggioranza), 9 voti contrari (Pdl e Liste civiche per Biasotti presidente) e 2 astenuti Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti italiani) con il quale si impegna la giunta a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole.

L’ordine del giorno approvato “impegna la giunta a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole, a sostenere concretamente la donna nella rimozione degli ostacoli alla maternità derivanti da condizioni socio-economiche, attraverso l’intervento integrato dei servizi territoriali, così come previsto dalla legge 328/2000 “legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e della legge regionale 12/2006 “Promozione dei servizi sociosanitari”. Si chiede inoltre l’impegno per offrire, preventivamente, un’ampia e completa informazione, iniziando dalla scuola, rispetto a diritti e doveri relativi alla maternità/paternità e un’educazione a comportamenti sessualmente responsabili.

Si sollecitano specifici interventi di informazione e sensibilizzazione sui diritti di cittadinanza, con particolare attenzione a quelli destinati alle donne straniere, da attuare anche attraverso una specifica mediazione culturale e linguistica. Per le azioni sollecitate si indicano i consultori familiare che, a detta dei firmatari, devono essere potenziati. Si invita la giunta a reperire, compatibilmente con le possibilità, le risorse di bilancio necessarie per mettere in atto le azioni sopra indicate. Infine si chiede alla giunta di richiedere al Governo il ripristino del Fondo nazionale per le politiche sociali e di inserire le azioni di sostegno alla maternità e alla natalità sopra indicate nel “Piano sociosanitario integrale”, da presentare in Consiglio regionale entro l’anno.

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