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Ferruccio De Bortoli, “Inquieto dell’Anno”: “Hanno forse sbagliato persona? Un premio che mi servirà da stimolo per il futuro'”

Finale L. Non si ritiene un inquieto ma accoglie con piacere un riconoscimento che possa essere da stimolo per il futuro. E’ un Ferruccio De Bortoli divertito e sorpreso quello che oggi, presso Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo, ha ricevuto il premio “Inquieto dell’Anno”, che viene conferito a personalità “tormentate” e tese sempre alla ricerca del nuovo e di nuove risposte.

“Quando ho saputo del riconoscimento, ho pensato che avessero sbagliato persona – commenta il direttore del Corriere della Sera – Mi ritengo semmai un’anima tranquilla, tuttavia considererò questo un incoraggiamento all’inquietudine che è produttiva di stati d’animo creativi e, soprattutto, di interesse per i destini degli altri e della comunità in cui si vive. Il premio mi servirà insomma da stimolo ad essere più ‘agitato’. L’inquietudine è il contrario dell’indifferenza: gli indifferenti sono quieti e riposano sulle loro credenze, l’inquietudine è invece esercizio critico della vita”.

Negli ultimi anni lo stesso riconoscimento è stato attrribuito a personalità molto diverse fra loro, da Don Ciotti e Renato Zero a Elio: “E’ difficile rintracciare un filo conduttore che accomuni questi personaggi: in tutti, comunque, vedo una grande attenzione al prossimo, un darsi agli altri senza egoismi – dice ancora de Bortoli – Il premio finalese è importante perché vuole riconoscere quelle persone che, mosse dalle loro inquietudini e dalla loro voglia, oltre che vanità, di lasciare un segno nel tempo, fanno molto di più di ciò che è loro richiesto”.

“Ammiro molto i ragazzi dell’Aquila che, dopo la calamità che li ha colpiti, che ha distrutto il loro centro storico e portato dolore nelle loro vite, hanno saputo reagire – aggiunge riferendosi ai “colleghi” inquieti – La loro inquietudine sta nel non essersi rassegnati al tempo che passa e che, non solo lenisce le ferite, ma tende a rimuovere i problemi. La normalità è fatta di rimozione dei problemi, tutti i giorni siamo impegnati a recuperare il nostro stato di normalità e di negare le preoccupazioni: l’inquietudine è però anche il modo più efficiente di affrontare i problemi, nel senso che, grazie ad essa, si rimane sempre preoccupati, ma non nel senso di progionieri delle nostre paure, ma impegnati nel trovare soluzioni ad esse”.

La motivazione che ha portato il Circolo degli Inquieti a conferire il premio al direttore del Corriere della Sera è la seguente: “Definire Ferruccio de Bortoli Inquieto può apparire un ossimoro, un esercizio retorico che accosta ad un nome una parola di senso contrario. – dicono agli Inquieti – de Bortoli affascina per il suo tratto quieto, signorile, distinto; per il suo stile raffinato e composto. Ma è proprio in queste caratteristiche che abbiamo individuato le fondamenta della sua Inquietudine”.

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