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Olimpiadi: i Sibello a Londra per “vendicare” Pechino, ma Pietro non ha ancora l’ok per gareggiare

Vela, fratelli Sibello

Loano. Il “furto” subìto nell’ultima regata di Pechino 2008, quando i fratelli alassini Pietro e Gianfranco Sibello già pregustavano la medaglia olimpica, brucia ancora, anzi brucia di più perché il metallo finito al collo dell’equipaggio danese rischia di essere l’ultimo ricordo olimpico per Pietro Sibello, il più forte timoniere nella storia della classe olimpica 49er italiana.

Questa mattina c’era anche lui, anche se seduto in prima fila e non di fronte alla platea, insieme alla selezione olimpica e paralimpica italiana che parteciperà alle Olimpiadi di Londra 2012. L’Italia spera di eguagliare il medagliere di Pechino e la classe 49er ci sarà proprio grazie alla cocciutaggine di Pietro e all’amicizia che lega lui ed il fratello Gianfranco a Giuseppe Angilella, il timoniere che la Fiv ha messo al suo posto dopo la diagnosi che lo ha appiedato.

Un legame dimostrato nei fatti, visto che Angilella ha lasciato il timone a Pietro in occasione del mondiale, appena disputato a Zara in Croazia, che ha qualificato l’imbarcazione italiana alle regate olimpiche. Il Coni, però continua a negare l’idoneità agonistica a Pietro, che a meno di sorprese dell’ultimo minuto, resterà al palo.

Una prova di grande amicizia tra i fratelli Sibello e Giuseppe Angilella, che farà le veci di Pietro alle Olimpiadi di Londra a fianco di Gianfranco. E’ ovviamente dura per Pietro, cui è stato diagnosticato un piccolo angioma cerebrale ai mondiali di Perth, mandare giù l’idea di non regatare con il fratello ai giochi olimpici, con tutta la voglia di riscatto accumulata in quattro anni.

“Dopo Pechino, gli anni sono volati, preparandoci moltissimo e ottenendo risultati. Mancano due mesi, il tempo che rimane è poco, lo sfrutturemo al meglio perché Weymouth la gara sarà molto dura. Nella Manica saranno otto giorni molto ventosi, dovremo essere preparati atleticamente” commenta Gianfranco Sibello. “La notte sogno ancora la medaglia che mi hanno rubato a Pechino: lo spirito della rivincita mi trasmette più forza” conclude.

“Pietro rimane in stand-by, ma questo non significa che sia del tutto fermo, perché ha comunque una carriera velica” osserva Carlo Croce, presidente della Fiv, alla presentazione degli azzurri allo Yacht Club della Marina di Loano.

“Sono qui a questa presentazione proprio perché la Federazione mi vuole essere vicina – dichiara – Da parte mia, cerco di dare il massimo, come faccio sempre anche in campo agonistico. Sono ancora aggrappato al sogno, fin da bambino, quando guardavo in tv le Olimpiadi. Continuo a sognare, sì; la medaglia rimane nella testa e lotterò sino all’ultimo giorno per essere io il timoniere olimpico”

E questa è la posizione di Angilella: “Sicuramente andremo Weymouth preparati e gareggerò non solo per me stesso, ma anche per Pietro. Da qui alle Olimpiadi faremo allenamenti che ci permetteranno di conoscere al meglio il campo di gara. Ci preparemo alle condizioni di Londra. A Pietro e Gianfranco mi lega un rapporto umano di stima e amicizia profonde.”

La federazione è stata molto chiara con il velista palermitano; se dovesse arrivare l’ok dal Coni per Pietro, lui dovrà farsi da parte: “Certo, un’Olimpiade è il sogno di tutti, ma ci sono rapporti di fiducia che vanno oltre l’aspirazione agonistica, per questo lascerò il mio posto al mio amico Pietro” sottolinea Angilella.

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