Cronaca

Crisi, “sos lavoro” a Varazze: i dipendenti dei Baglietto e della cartiera in piazza in cerca di certezze

Varazze. La crisi unisce i lavoratori in difficoltà. E così accade che a Varazze i dipendenti dei cantieri Baglietto e quello della cartiera si “stringano” in un grido di dolore comune. Un grido dovuto al lavoro che non c’è, ad accordi industriali che tardano a concludersi e promesse di rilancio che svaniscono nel nulla.

“La situazione dei Baglietto è impantanata in trattative che languono tra il curatore e la Azimut Benelli – dice Pietro Scartezzini della Rsu dei cantieri navali che, questa mattina, ha partecipato alla manifestazione “congiunta” – In più, a preoccupare, è la volontà della procedura di portare via le imbarcazioni in costruzione a Varazze per completarli a La Spezia. Siamo scesi in piazza visto che ormai vogliono portarci via, oltre al marchio, anche il lavoro. Inoltre si aggiungono i problemi relativi alla cassa integrazione, e questo sia per colpa dell’azienda che manda i documenti in ritardo sia dell’Inps che ha tempi lunghi. E così, per ciò che riguarda i pagamenti siamo fermi a febbraio”.

“A 22 mesi dall’inizio della procedura è impensabile che i lavoratori non abbiamo un futuro e che tutto sia fermo per discussioni su cifre, tra 4 e 5 milioni din spesa. Vogliamo presto un tavolo con Burlando e tutte le istituzioni – prosegue Scartezzini – Oggi come oggi il cantiere è praticamente morto e ora non si capisce dove voglia arrivare il curatore con una struttura ferma e con un offerente che si sta progressivamente impossessando dei vari pezzi del cantiere”.

Al fianco dei dipendenti dei Baglietto, c’erano anche quelli della cartiera varazzina. “La nostra situazione non è più sostenibile – esordisce Emilio Bombardi della Rsu – Siamo in cassa integrazione da da due anni, probabilmente ci verrà rinnovata fino a settembre, dopodiché non sappiamo quale sarà il nostro futuro. Vogliamo certezze per ciò che concerne il posto di lavoro: siamo 50 famiglie ‘a spasso’. Tempo fa abbiamo incontrato un possibile compratore che però ha presentato un progetto industriale fumoso. Poi non se ne è saputo più niente. Abbiamo chiesto un incotro con le istituzioni per capire quale sia l’evolversi della situazione per una cartiera moderna, che lavora carta al 100% riciclata. In Italia ci riempiamo la bocca parlando di ecologia e riciclio e ora è a rischio un impianto di questo tipo. Un’assurdità”.

“Sembra una tragedia senza fine – dice dal canto suo il sindaco di Varazze, Giovanni Delfino – perché se è vero che il sito della cartiera prima presentasse evidenti criticità che non lo rendevano appetibile, come abusi edilizi e vincoli idrogeologici non rispettati, ora è altrettanto vero che si tratta di un sito pulito e rinnovato e pronto per essere utilizzato da un imprenditore. Per i Baglietto, invece, c’è una proposta importante da parte di un’azienda leader come la Azimut aggiunge Delfino”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.