Attentato Brindisi, silenzio commosso anche in tribunale: "38 anni fa l'esplosione alle scuole Guidobono" - IVG.it
Cronaca

Attentato Brindisi, silenzio commosso anche in tribunale: “38 anni fa l’esplosione alle scuole Guidobono”

Gian Antonio Granero, procuratore capo Savona

Savona. Omaggio del tribunale di Savona alla memoria di Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni rimasta uccisa nell’esplosione dell’ordigno di sabato scorso alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi. Magistrati e avvocati hanno osservato un minuto di silenzio, mentre le udienze sono state interrotte. Il procuratore della Repubblica, Francantonio Granero, ha sottolineato nell’aula magna: “Siamo in presenza di un attentato di straordinaria gravità, di matrice sino a questo momento ignota, che non sta a noi indicare, perché quale che sia si tratta di un fatto non solo tragico dal punto di vista umano, ma anche particolarmente grave nei confronti delle istituzioni”.

“Non è la prima volta che viene colpita una scuola nell’ambito degli eventi drammatici degli ultimi quarant’anni” ha detto Granero, facendo riferimento anche alla storia locale: “Vi è purtroppo un lontano precedente, risalente al 1974, che riguarda proprio la nostra città, il secondo di una serie di ben 11 attentati, si verifiò nel complesso delle scuole Guidobono; per fortuna in quell’attentato non vi furono vittime, ma avrebbe potuto essere una strage”.

Era il 12 novembre di trentotto anni fa quando esplose la bomba (cinque chili di tritolo) nell’atrio delle medie “Bartolomeo Guidobono”, a poca distanza dalla sede della Cgil. Erano le 18 ed era in corso una riunione di insegnanti. La deflagrazione non fece feriti, l’attentato non fu mai rivendicato.

“Questo – ha proseguito – significa che persino le scuole rappresentano uno degli obiettivi, frutto della più efferata delle crudeltà, che hanno costellato questi anni colpendo di volta in volta uomini politici, esponenti delle istituzioni, giornalisti, esponenti del mondo politico e imprenditoriale, magistrati. In alcune stanze di questo palazzo è ancora affisso il manifesto che ricorda tutti i magistrati caduti vittima del terrorismo e delle mafie. E proprio mercoledì prossimo ricorrerà il ventennale della strage di Capaci”.

Nel giorno dei funerali di Melissa, il procuratore Granero ha voluto richiamare, in modo vibrante, al patrimonio dei valori costituzionali: “Gli episodi di violenza nella vita repubblicana hanno trovato nella nostra Costituzione e nella fedeltà ad essa il baluardo che ha consentito alla società di sopravvivere senza cadere nel caos e alla legalità democratica, ispirata alla Costrituzione, di fornire gli strumenti necessari a questa sopravvivenza”.

L’altro riferimento del procuratore è stato indirizzato allo sconvolgente sisma emiliano: “La coincidenza temporale suscita la nostra commozione anche per un altro evento luttuoso che ha provocato vittime: il terremoto che ha colpito l’Emilia. Anche in questo caso non è fuori luogo fare appello, nel ricordare le vittime, ad altri principi costituzionali che rappresentano i cardini su cui la nostra società si regge”.

I due fatti drammatici, avvenuti in Puglia e in Emilia, hanno diffuso la commozione negli uffici giudiziari. “Non è affatto fuori luogo che di questi eventi luttuosi si parli in un’aula di giustizia, perché è vero che il giudice è terzo, ma è terzo rispetto alla soluzione del conflitto tra interessi contrapposti, mentre non può e non deve essere terzo rispetto alla conservazione e alla tutela dei valori fondanti della nostra società, garantiti dalla Costituzione” ha concluso il suo discorso il procuratore Granero.

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