Manifesti su Giuseppina Ghersi: interviene il Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista - IVG.it
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Manifesti su Giuseppina Ghersi: interviene il Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista

manifesto ghersi

Savona. Il Comitato Cittadino della Resistenza Antifascista della Città di Savona prende posizione sui manifesti in ricordo di Giuseppina Ghersi, tredicenne uccisa nel 1945, affissi dall’associazione Ragazzi del Manfrei e La Destra in via Paleocapa.

“Nelle settimane scorse, sul quotidiano Avvenire, sono comparsi due articoli relativi allo stesso periodo post-resistenziale. In questi articoli, parlando di presunte minacce ricevute da un sedicente studioso di questi argomenti (nella fattispecie una pallottola ricevuta per posta), si avanzava l’ipotesi che Savona fosse una città nella quale sia impossibile trattare temi anche scottanti. Questo non è vero. Savona, città medaglia d’oro per la Resistenza, è da sempre un luogo dove tutte le voci hanno diritto di esprimersi” scrive in una nota il Comitato.

“Anche l’ipotesi che chi si occupa di determinati argomenti possa essere oggetto di intimidazioni è da respingere con forza. Da anni in città vengono pubblicati libri e articoli con interpretazioni non condivise dalle associazioni che fanno parte dello scrivente Comitato. Ma nulla è mai accaduto. E nulla accadrà. Tutti sono liberi di esprimersi proprio in virtù di una libertà conquistata grazie a quegli eroici partigiani, che oggi sono spesso oggetto di maldestri attacchi revisionistici. Questo rigurgito che avviene tra l’altro sempre attorno al periodo della Festa della Liberazione, non ha come obiettivo la verità storica e la pietà umana, ma nasconde invece l’obiettivo reale che è quello di attaccare la Resistenza, di sminuirne il significato e in qualche modo favorire coloro che vogliono modificare la Costituzione nata dalla Resistenza” prosegue la nota.

“Se oggi queste persone possono esprimere queste interpretazioni lo si deve al fatto che mentre i fascisti si battevano per mantenere un regime oppressivo che ha portato il paese allo sfacelo, i partigiani hanno lottato proprio per affermare i principi di libertà. Va detta infine un’ultima cosa. La storia si nutre di documenti e ricerca sempre la verità. Nessuno può avere paura dei documenti e della verità. Ma la Storia emette anche dei giudizi. E sulle vicende che hanno riguardato l’Italia dagli anni Venti alla fine della guerra, il giudizio è stato netto e incontrovertibile. Due fronti si sono opposti: uno portatore di valori di democrazia e libertà, l’altro di tirannide, oppressione e persecuzione” sottolineano dal Comitato cittadino.

“Pur deprecando episodi terribili, deve essere ben chiaro che proprio la responsabilità di quanto accaduto ricade su chi ha portato il Paese alla guerra. Il rispetto e la pietà per i morti, di qualsiasi colore, che hanno perso la vita in quella catastrofe, non significa perciò negare la realtà storica. Una realtà che ci dice da una lato che la Repubblica democratica è nata grazie al sacrificio e l’abnegazione di partigiani e antifascisti e dall’altro che non ci può essere pacificazione senza il riconoscimento dei valori che le istituzioni, le forze politiche, le associazioni della Resistenza hanno difeso, difendono e trasmettono alle nuove generazioni” conclude la nota del Comitato, che raccoglie A.C.L.I., A.N.E.D., A.N.P.I., A.R.C.I., Associazione Donne in Nero contro la guerra Associazione Sandro Pertini, C.G.I.L., C.I.S.L., Circolo Cristoforo Astengo – F.I.A.P., Comune di Savona, Emergency, F.I.V.L., I.S.R.E.C., Libera – Associazione Don Beppe Diana, U.I.L., Unione Donne in Italia.

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