Politica

Caso Ghersi, altri manifesti strappati. Nicolick replica ad Anselmo: “Lo invito a leggere il mio ultimo libro sulla Resistenza”

Savona. Non si placano ancora le polemiche scatenate dall’affissione dei manifesti in ricordo di Giuseppina Ghersi. Il botta e risposta stavolta riguarda Roberto Nicolick che ha voluto replicare alle affermazioni di Simone Anselmo, segretario del Pcl Savona.

“Sono stupito – dice Nicolick – ma poi non più di tanto, nel leggere le dichiarazioni di un esponente di un partito di una sinistra massimalista savonese, il quale al sindaco di Savona, ha esplicitamente chiesto di operare una censura su dei manifesti commemorativi della uccisione di una bimba di tredici anni, Giuseppina Ghersi, per evitare dice lui ‘episodi di risposta alla provocazione’, si evince da questa richiesta liberticida che dalla parte del torto ci sia, chi rispettando la legge e nel rispetto della democrazia, voglia esprimere le proprie idee in modo pacifico”.

“Ammiro, inoltre le sue assolute e granitiche certezze, un po fuori dalla realtà, quando afferma testualmente che ‘i morti partigiani siano tutti eroi’. Forse qualcuno crede ancora nella favolistica ufficiale e si abbevera alla fonte della assoluta verità, disprezzando in questo modo tutti i morti, sotto qualsiasi bandiera abbiano combattuto. Mi spiace moltissimo, non tanto per la qualità delle dichiarazioni chiaramente liberticide e tristi che questo giovane esponente politico ha espresso, ma soprattutto per il fatto che sono state manifestate da una persona giovane” prosegue Nicolick.

“Tranne un suo ripensamento culturale e politico, dovrà convivere a lungo con queste tristi e innaturali convinzioni che comunque non spostano di una virgola la realtà dei fatti, delle cose e degli avvenimenti che hanno insanguinato, nell’immediato dopo guerra tutto il nord Italia, e neppure sgravano la coscienza di chi tanto sangue ha sparso come in una orrenda gara a chi commetteva più barbarie e inutili vendette. Consiglio a questa persona di leggere il mio ultimo libro: ‘1945 la Resistenza tradita’…chissà che non abbia un barlume di pietà cristiana” conclude Roberto Nicolick.

Intanto, dopo le scritte ingiuriose apparse sui muri e le vetrate della sede de La Destra, artefice, insieme a “I ragazzi del Manfrei”, dell’affissione di manifesti in città in ricordo di Giuseppina, Nicolick segnala nuovi atti vandalici. “Proseguono senza sosta le azioni di vandalismo sui manifesti fatti affiggere da la destra a Savona per ricordare l’omicidio della bimba savonese di tredici anni, su venti manifesti ben diciotto sono stati stracciati quasi completamente e su quelli residui, con uno spray di colore rosso è stata disegnata una falce e martello, tanto per gradire”.

“Su uno dei manifesti è stato attaccato anche un adesivo a firma ‘Savona antifascista’ e lo slogan ‘fuori i fascisti dalla nostra città’. Dopo le scritte sulla vetrina della sede della destra e sui muri adiacenti, questa ennesima azione di vandalismo si colloca in un sistema di intolleranza e odio che nulla ha a che fare con la convivenza civile. Per colpa di pochi fanatici, tuttavia molto attivi, si crea a Savona un minaccioso clima da anni di piombo, che non lascia spazio alla libertà di opinione e che va a colpire, una volta di più, la memoria condivisa di una povera bimba di tredici anni che ha pagato a causa della barbarie di una fazione politica, fuori dal tempo e carica di furore ideologico. In questi atti vedo chiaramente una foto di famiglia, dove sono rappresentati tutti gli elementi peggiori e più odiosi della sinistra nostrana che giustifica ogni atto di violenza a patto che sia rivolta verso i fascisti, dove per fascista si intende chiunque non la pensi come loro”.

“Mi auguro che la video sorveglianza abbia ripreso questi personaggi nel loro agire, spero che ci sia da parte di tutti una condanna , almeno a parole, per questo gesto barbaro e assolutamente privo di giustificazioni. Qui non c’entra la politica ma entra il gioco la convivenza civile e la libertà di pensiero. Questi gesti sono assolutamente contro tali concetti e devono essere condannati, altrimenti si corre il rischio di incoraggiarli. A chi si è tassato per affiggere questi manifesti esprimo la mia simpatia e la mia solidarietà, sperando che Savona non faccia passi indietro nel tempo sino ad andare a ben 67 anni fa, dove il medio evo era molto presente, con i morti per le strade di Savona” conclude Nicolick.

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