Ticket sanitari, la denuncia di Sel: “In Liguria le fasce deboli non hanno l’esenzione” - IVG.it
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Ticket sanitari, la denuncia di Sel: “In Liguria le fasce deboli non hanno l’esenzione”

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Regione. “Non si comprendono le ragioni per cui buona parte dei cittadini più deboli non possano beneficiare dell’esenzione. Crediamo che la Regione interpreti con eccessiva rigidità la già restrittiva norma nazionale. Non è affatto normale che chi gli inoccupati o chi ha lavorato con partita Iva venga lasciato scoperto. In altre regioni hanno operato con maggiore elasticità e buon senso”. Lo ha detto il capo gruppo di Sel in Consiglio regionale Matteo Rossi.

“In seguito alla modifica della norma nazionale dal 1 novembre 2011 infatti sono cambiate le modalità per l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e farmaceutiche. Gli attuali certificati sono validi fino al 31 marzo 2012, dopodiché i successivi certificati dovrebbero avere validità annuale fino al 31 marzo 2013. Le categorie di cittadini che hanno l’accesso all’esenzione dal pagamento sono quattro e prevedono sostanzialmente agevolazioni legate all’età (sotto i 6 anni sopra i 65 e con basso reddito). Quindi restano per esempio esclusi i minori in carico ai Servizi Sociali di età superiore ai 6 anni. Vi è poi una categoria, la E02, che è quella dei disoccupati, e dei familiari a loro carico con reddito complessivo non superiore agli 11.362,05 euro annuali, che suscita fortissimo stupore per le modalità di accesso all’esenzione. Sono considerati disoccupati coloro i quali “sono iscritti negli elenchi dei Centri per l’impiego e che hanno perso una precedente attività lavorativa alle dipendenze”. Sono esclusi quindi i cassintegrati, i precari e i lavoratori part-time con contratto inferiore alle venti ore settimanali. Non solo la categoria degli inoccupati, che sono coloro i quali non hanno mai lavorato e che, pur iscritti ai Centri per l’impiego, non hanno diritto all’erogazione della riduzione della prestazione. Viene inoltre escluso chi ha lavorato con partita Iva perché non configurato come lavoro dipendente” spiega in una nota l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà.

“Sembra quella vecchia canzone di Jannacci, “Se me lo dicevi prima”, per avere l’esenzione si è sempre troppo “alti” o troppo “bassi”, con il risultato che si lasciano a piedi proprio le categorie più deboli” aggiunge Simone Leoncini coordinatore esecutivo di Sel: “Non è accettabile- aggiunge Leoncini- che i precari o i minori in carico ai servizi sociali, se hanno più di sei anni, debbano pagare il ticket, siamo in presenza di una lettura ottusa e paradossale della norma”.

Su tali temi Matteo Rossi grazie alla segnalazione di una rete di cittadini e associazioni mobilitatasi sul tema, ha già presentato sia un’interpellanza scritta sia un’interrogazione che si discuterà domani in Consiglio, su come si sia arrivati alla definizione di queste categorie e su come si intenda procedere. “In particolare si richiede di adottare un criterio maggiormente estensivo, come avvenuto in altre regioni, affinché per ottenere l’esenzione sia sufficiente l’iscrizione ai Centri per l’impiego e una bassa soglia reddituale certificata, senza altre discriminazioni legata all’età o al precedente inquadramento lavorativo” conclude.

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